Le mirabolanti tazze di Cha di Antonio-sensei!

Era una notte buia e tempestosa nel Villaggio del periodo Edo chiamato “A quel paese”… macchè dico notte buia e tempestosa… era una notte di luna piena… anzi no… era un giorno di luna piena… ah già questo era impossibile… era pomeriggio… era tardo pomeriggio… non così tardo però… diciamo che erano le 5 di pomeriggio… ecco!

Erano le 5 del pomeriggio… quando il Villaggio del periodo Edo, chiamato “A quel paese” fu sconvolto da un rumore pazzesco! Un rumore che ricordava, vagamente, un frusc frusc… ma molto più forte! Tutto il villaggio accorse… poi si ricordò che non sapevano dove accorrere… e così decisero di accorrere dal saggio del villaggio… il maestro Antonio-san! (quello originale! Con il simboletto del copyright stampato con l’uniposca sulla fronte!)

Arrivati alla catapecchi…ehm… volevo dire… arrivati alla casa di Antonio-sensei si accorsero che il frusc frusc veniva da lì! Aprirono le porte… ma che dico… siamo in un villaggio del periodo Edo… sfondarono le porte con un calcio volante… tanto erano fatte di carta… e si ritrovarono Antonio-sensei che con mano tremante emetteva il famigerato “frusc frusc”… sbattendo con una specie di frullino in una tazzina…

Uno degli abitanti del Villaggio di “A quel paese”, chiamato da tutti Taglia… per la sua abilità con la spada, si avvicinò al maestro e disse: “Maestro… ma che fai!?”

Antonio-sensei rispose: “Il tè!” Al che Taglia scosse la testa… il maestro da quando il suo migliore allievo l’aveva tradito rivelandogli di essere un koken non ci stava più tanto con la testa… e aggiunse: “No Maestro… quella è una frittata! Perchè non ci metti del parmiggiano?!”

Antonio-sensei scosse la testa e negò: “Non è una frittata! E’ tè… o dovrei dire Cha!”

Un altro cittadino del villaggio chiamato da tutti “Psicosi-san” non si era capito ancora perchè… aggiunse: “No maestro… No Taglia… quello non è tè, non è una frittata… è bechamel… la conosco io!”

Ma Antonio-sensei scosse ancora la testa… gli abitanti iniziavano anche a credere che avesse un tic… ma poi lui aggiunse: “NON E’ UN TIC! Siete voi che mi fate innervosire… questo è tè!”

Taglia sconvolto per la perdita di capacità intellettiva del maestro tirò fuori dai SUOI LUNGHI CAPELLI… una moneta… e disse: “Dormirai quando lo dirò io!” E il maestro si addormentò…

100 anni dopo arrivò il principe azzurro su un cavallo bianco e disse: “Dov’è la bella addormentata!” Taglia e Psicosi indicarono Antonio-sensei… il principe azzurro disse: “Ho cambiato idea… dov’è Biancaneve!?” Taglia e Psicosi indicarono Antonio-sensei… il principe disse: “Cerco la fanciulla che ha perso la scarpetta di cristallo!?” Taglia e Psicosi indicarono Antonio-sensei… il principe disse: “Ho capito mi dimetto da principe!” Taglia e Psicosi fecero spalluccie mentre il principe galoppava via!

Passarono altri 100 anni… e poi fu inventata la sveglia… e Antonio-sensei si risvegliò e prima che Taglia potesse cacciare un’altra moneta da quei suoi LUNGHI CAPELLIII! Alzò una mano e disse: “Questa specie di frullino si chiama Chasen… e serve per la Mirabolante Cerimonia del tè! Tecnica Zen tramandata di generazione in generazione!”

Grande giubilo fu in tutto il Villaggio del Periodo Edo chiamato da tutti “A quel paese”… tutti esultavano e dicevano: “Viva Antonio-sensei… ora ci insegnerà la tecnica della cerimonia del tè!” Ma Antonio-sensei interruppe i festeggiamenti e disse: “Chi caspita vi ha detto una cosa del genere! Mica mi siete parenti voi! E poi se sono nel bel mezzo di una cerimonia zen è perchè mi sono svegliato con la luna di traverso!” Grande tristezza fu nel Villaggio… poi però Antonio-sensei disse “Suvvia non posso insegnarvi quest’arte segreta… ma una tazza di cha non si offre a nessuno!”

Psicosi-San disse: “No grazie non ballo… soprattutto non ballo il ChaChaCHA”

Antonio-sensei con grande pazienza scosse la testa e disse: “Il Cha è il tè!” e mentre diceva queste parole cacciò magicamente dalle maniche del suo kimono due tazze di Cha… Taglia disse: “Mica male… Io so cacciare le monete dai capelli!!” Arrivò un nuovo cittadino del paese del periodo Edo, chiamato Aquilotto-san… e disse: “Beh… e allora? Io so collegare i fili dei modem senza fili!” Ma il modem non era stato ancora inventato… e quindi fu preso per pazzo… e messo allo spiedo perchè era giunta l’ora di cena!

Psicosi-san commentò: “Buono questo polletto ruspante!!” E Aquilotto-san rispose: “Non sono un polletto!” Psicosi-san urlò: “PARLA!!!” E  Antonio-san commentò: “Deve essere cinese… ah questi cinesi prima si fregano l’idea del muro luungooo luungooo… e poi fanno i polli che parlano!” Taglia arrivò di corsa… urlando… “Fermi ha l’aviaria!!” E Antonio-san commentò: “Qui ci vuole del Cha” E cacciò altre due tazze dalle maniche tra lo stupore generale!…

Tutto il villaggio Edo si ritirò per la notte… ma dei terribili Shinobi (proprio quel film non lo dovevo vedere!) si avvicinarono per vendicarsi di Antonio-sensei che si era fregato le tazzine in cui faceva il Cha! All’alba gli Shinobi attaccarono… cadderò in molti… Taglia perse i capelli… Psicosi perse la ragione… lo spirito dell’Aquilotto si disperava… e il maestro combatteva… lanciando tazze di Cha in maniera molto Zen in fronte ai nemici!

Ma Antonio-san era solo! Quando dalla foresta… saltellando saltellando… arrivò il nostro amico… il koken che credeva di essere un ninja… che vide il maestro e urlò: “MAESTROOO! Ti credevo morto…” Antonio-san fece uno scongiuro e poi disse al suo ex-allievo… “Vai via! TU hai tradito la mia fiducia… io ti ho rivelato tutte le mie tecniche segrete… e tu… e tu… sei stato la vergogna della mia palestra di arti marziali” Il ninja solitario rispose… “Ah già… la palestra… ci stavo giusto andando per smaltire tutti quegli struffoli! Ma devo essermi perso! Strano! Noi ninja abbiamo un senso dell’orientamento sopraffino!”

E il maestro rispose: “Via! VA VIA!” Il ninja solitario si girò per andarsene… e vide gli Shinobi… al che disse: “Grazie maestro! So che volevi cacciarmi per difendermi ma non temere… in passato ho già affrontato gli shinobi…”

Antonio-sensei puntualizzò: “Veramente ti cacciavo perchè non mi stai proprio simpatico… sei peggio dei cinesi… che si sono appropriati della mia idea dell’esercito di pietra! Ma non posso credere che tu… abbia sconfitto gli shinobi!”

Il ninja solitario allora a testa alta disse: “Te lo dimosterò maestro…e sarai fiero di me!” E detto questo il ninja solitario iniziò lo scontro con gli shinobi… il ninja combatteva e Antonio-sensei lanciò in direzione della battaglia il temibilissimo Kama… ossia il bollitore… e 3 shinobi furono colpiti e morirono… il ninja combatteva e Antonio-sensei lanciò in direzione della battaglia il pienissimo Higashibon… ossia un vassoio… altri 5 shinobi stramazzarono al suolo… il ninja combatteva e Antonio-sensei il ninja combatteva e Antonio-sensei lanciò in direzione della battaglia il bollentissimo Furo… ossia il braciere… altri 8 ninja morirono in preda alle fiamme… il ninja combatteva e Antonio-sensei il ninja combatteva e Antonio-sensei lanciò in direzione della battaglia moltissimi Kaishi… ossia dei fazzoletti di carta… il ninja ne prese uno… e disse… “Grazie ero raffreddato!” Il ninja Starnutì… e per i microbi tutti gli shinobi restanti stramazzarono al suolo! Il ninja si avvicinò al maestro e disse: “Grazie maestro! Per l’aiuto!” E Antonio-sensei rispose: “Veramente cercavo di cogliere te!” Il ninja solitario che quando era raffreddato perdeva anche parte dell’udito rispose: “Ah già il tè ne vorrei una tazza!” Antonio-san gli porse una tazza cacciata dalla manica e il ninja solitario rispose: “Quant’è?” Antonio-san rispose: “Una moneta grazie!” Al sentire nominare la moneta Taglia si avvicinò e estrasse da dietro l’orecchio… non avendo più quei LUUUNGHI CAPELLIII… una moneta… caddero tutti addormentati per 100 anni… tranne il ninja solitario, e Taglia che gli chiese: “Perchè non ha funzionato?! Funziona sempre anche i più forti tra i ninja cadono in catalessi quando caccio una moneta!”

E il ninja solitario rispose: “Semplice! Non sono un Ninja… SONO UN KOKEN!” E detto questo si allontanò di nuovo nella notte… o forse era giorno ma un po’ nuvolo… comunque si allontanò… anche abbastanza in fretta… perchè tra un po’ gli scadeva l’abbonamento per la palestra!

Behind the scenes! Quello che succede nel backstage di un successo!

Eh già! Venerdì sera GRANDE RECITA DI NATALE PER  I PARGOLI AFFIDATI ALLE MIE AMOREVOLI CURE! Questo il titolo del successone dell’anno! Ehm… ok… non era questo il titolo… il titolo era il solito: “Natale in Casa Cupiello – Remix” Ehm… Remix perchè ci abbiamo messo qualche canzone e qualche balletto qua e la negli intervalli! E Godot… fedele al suo nickname teatresco era LA REGISTA UNICA E MODESTISSIMAMENTE INCONTRASTATA REGINA DEL DIETRO LE QUINTE! Vabbè… sarà il caso di darmi una regolata… e partire dal principio!

In principio… c’era il teatro della scuola… ma quelle fetenti delle maestre elementari ci hanno proibito di usarlo per i nostri luridi e infidi scopi… quelle di eclissarle con la nostra grande recita!

In secondo luogo… ossia dopo il principio… c’era la saletta – teatro della chiesa dei salesiani… molto più piccola e molto più fredda… ma che vuoi farci???

Godot… che non ha mai abbandonato il sogno di fare la despota con un gruppo di attori si è autoeletta REGISTA UNICA… dopo che l’insegnante di musica commentò: “Cos’è un proscenio!?” Ehm… vabbè!

L’insegnante di artistica si è autoeletta scenografa… dopo che l’insegnante di musica ammise: “Sono daltonica!” Ehm…

L’insegnante di tecnica e quella di italiano si sono autoelette costumiste… dopo che l’insegnante di musica confessò: “Non so tenere un ago in mano!” Ehm…

L’insegnante di matematica si è autoeletto fotografo… dopo che l’insegnante di musica chiese: “Il flash dove si mette???” Ehm…

La suddetta insegnante di musica si è occupata della… musica! E siamo stati tutti contenti! Compresa lei che ha commentato: “Lo so fare lo so fare lo so fare!!!” E ci credo… sei andata al conservatorio per questo!!!

Comunque tutti voi… che non fate parte di Hollywood/Brodway and so on…come la sottoscritta… (sì come no! Il bello è crederci!)… non si possono rendere conto della MOLE di LAVORO che si deve fare nel backstage! Dalla preparazione al durante al dopo… MA CHI ME L’HA FATTO FARE?????

La parte precedente è molto semplice… basta trattare i ragazzi come reclute di un esercito… urlargli: “Ai vostri posti!!!” ogni due minuti… incollare le buste degli inviti per i genitori… stare tre quarti della giornata a telefono… e comprare due panettoni da mettere su un tavolo a fine recita!!!!! E anch’io come la prof. di musica ho detto: “Lo so fare lo so fare lo so fare!” Anche senza aver fatto il conservatorio! 😀

Il mentre… IL MENTRE… IL MENTRE! Eh già… quella è la parte difficile!!! Perchè i ragazzi si sa… sono ragazzi… e qualcosa deve andare storto! Così… Lucariello è inciampato nel pantalone quando alzatosi dal letto si stava rivestendo… Concetta ha perso il pentolino con la colla facendolo finire oltre il palcoscenico… Tommasino si è dimenticato le battute… lo zio Pasquale invece di prendere una forchetta per minacciare il nipote per essere incluso nella lettera ha preso… UN PIATTO!!! La figliola scellerata continuava a confondere amante e marito!!!! Tutti e tre… Lucariello/Tommasino/Zio Pasquale si sono dimenticati i regali per Concetta sul palcoscenico… e poi dovevano rientrare… con i regali… E QUI SONO INTERVENUTA IO DA DIETRO LE QUINTE!!! Eccomi furtiva vestita completamente di nero… con passamontagna nero… e dico sul serio… in faccia… e stile koken del teatro no, entrare sulla scena prendere gli oggetti dimenticati e – tra gli applausi del pubblico – riportarli ai “distratti” attori!

Alla fine  i genitori erano contenti… i pargoli anche… noi stanche ma molto più rilassate… e ci siamo tutti diretti nel refertorio del convento per la conclusione a “Tarallucci e vino!”

Ed ecco le recensioni delle autorità in loco… (non nel senso di affittuarie… ma nel senso di autorità sul posto!)

PRESIDE: “Buono questo pandoro!” (Ma non l’hanno fatto i ragazzi…)

SEGRETARIA: “A me è piaciuto il ninja!” (Ehm… in realtà ero io… e non ero un ninja, ma un koken!)

PRESIDE: “Buono anche il panettone!” (Come sopra)

MAMMA 1: “Mia figlia è stata bravissima… il protagonista una sosa!” (Ehm, signora… sua figlia ha confuso due volte marito e amante!)

PRESIDE: “Ma le professoresse non mangiano niente!?” (Ma il preside aveva fame???!!!!)

SEGRETARIA: “Chissà chi era il ninja? Sapete chi fosse il ninja?” (Ehm… ero io… ed ero un KOKEN!)

PRESIDE: “Ma ai bambini è stato dato qualcosa da mangiare?” (Ehm… i bambini si sono tuffati a pesce sul buffet… quindi!!!)

MAMMA2: “Mio figlio è stato bravissimo… gli altri non so!” (Vabbè signora… è vero… suo figlio è stato bravo… ma arrotondiamo per eccesso!)

PRESIDE: “Quasi quasi faccio il bis!” (Ma perchè lo vieni a dire! Fallo e zitto!)

MAMMA3: “Chi era la figura in nero alla scena dei regali…la morte? un ladro???” (No signora… non era la morte, non era un ladro… ero io!)

SEGRETARIA: “No signora… era un ninja!!!” (Nooooooo! Non ero un ninjaaa!)

PRESIDE: “Un ninja!!! Vuoi dire uno di quei samurai giapponesi!?” (Numero 1… ninja e samurai non sono la stessa cosa… numero 2… ma c’eri alla recita o sei venuto solo per il buffet?… numero 3… NON ERO UN NINJA!)

MAMMA4: “Le mie figlie sono state bravissime con le coreografie… la recita devo dire…  che mi ero distratta!!!” (Signora… le sue figlie hanno ballato per 2 minuti e 50 secondi… ha dormito tutto il resto del tempo?)

PRESIDE: “Bravi bravi tutti bravi! Ora ci vuole qualcosa con cui brindare!” (Pensa di essere all’osteria!?)

MAMMA5: “Veramente sono stati bravi questi ragazzi… molto bravi… molto molto bravi… tutti tutti!” (Ho capito signora… lei è miope e non ha riconosciuto chi fosse suo figlio sul palco!)

SEGRETARIA: “Certo che hanno un po’ stonato i cantori!” (Ehm… ma questo la prof. di musica: Lo sa fare lo sa fare lo sa fare!)

PRESIDE: “Beh… effettivamente!” (Vabbè… ma se sono stonati lei più di tanto non può fare!)

E mentre i critici teatrali confrontavano le loro opinioni… il caos… il prof. di matematica, addetto alle fotografie!… è arrivato di corsa… mi ha preso in disparte e ha confessato: “Cavolo!!! Mi sono dimenticato di accendere il flash!”

Forse forse era meglio far fare le foto alla prof. di musica!!!