Madre coraggio e il Compagno Patrono!

Eh sì… oggi visitona  al Patronato scolastico di un noto sindacato! La domanda era una sola:

“Di che morte dobbiamo morire????? Da sole nel dimenticatoio degli insegnanti precari… o per stanchezza, stremate dalla sadica guerra per il punteggio?????”

Ma partiamo da principio… ieri… la prof. di Sostegno, una delle tante donne in dolce attesa dell’Istituto… mi ha telefonato… e urlando come il suo solito ha detto:

“GODOT! DOMANI ANDIAMO AL PATRONATO PER VEDERE CHE SUCCEDE QUEST’ANNO CON GRADUATORIE, CONCORSI E PUNTEGGI? NO PERCHE’ IO DEVO ANDARCI A CHIEDERE UN PAIO DI COSE PER LA MATERNITA’… MA…”

Il “MA” era che uno a caso, IO, doveva andarla a prendere e accompagnarla, perchè è al SESTO MESE INOLTRATO… quindi non vuole guidare giustamente perchè a detta sua, se non può vedersi i piedi quando si fa la doccia… non può nemmeno guidare! E mi pare giusto! 😀

Quindi ecco che in macchina, nel mio fido macinino, complottavamo per la conquista del capo-fila del patronato… fila che dura in media dalle 5 alle 7 ore… lei in evidente stato interessante e io… beh! Rendere palese che io ACCOMPAGNAVO LEI! Il tutto mentre lei mi urlava nell’orecchio:

“Pazzaaa mica sapevoo che correvi cosiiiì pensavo solo che lo facessi la mattinaaa per andaree a scuooolaaa! Scalaa la marcia! Scala la marcia!” Ehm!

Comunque arrivate più o meno vive al Patronato scolastico… entriamo e troviamo 129 persone prima di noi! Eravamo al 130! La collega subito finge doglie e crampi e voglie… e scendiamo al posto numero 100! 😀 Poi finge (neanche tanto) un’urgenza “toilette”… e compassionevoli dopo che è tornata dal bagno scendiamo al posto numero 80! 😀 Poi spieghiamo che deve solo ritirare un modello per compilare le richieste per la maternità (balla assurda, alla fine siamo state dentro mezz’ora) e scendiamo subito al numero 39! Il 31 è un nostro conoscente… e facciamo a cambio! Gli altri abbiamo dovuto aspettarli o sarebbe stato troppo palese…

Quando però arriviamo al numero 5… io decido che lei non può essere la sola a farci avanzare di fila… così… NO! Non mi sono messa un cuscino sotto la maglia e ho finto di essere in cinta! Con tanta (MA TANTA) faccia tosta… ho cacciato fuori il tesserino del giornale… e ci hanno fatto passare! 🙂

Ed ecco che siamo entrate nella stanza afosa (anche il 24 novembre) del Compagno Patrono! EHM! Che guarda me… guarda lei… e da luogo a uno delle conversazioni più assurde cui io abbia mai assistito…

Compagno Patrono: “Sì?”

Madre Coraggio: “Sono incinta!”

Compagno Patrono (con la faccia di chi vorrebbe dire… io non c’entro niente l’ho appena conosciuta): “Si vede!”

Madre Coraggio: “Direi sono di 6 mesi… la settimana prossima entro nel settimo! E qui casca l’asino!”

Compagno Patrono: “L’asino?”

Ed ora… mentre io guardavo dall’uno all’altro come se stessi assistendo a una partita da ping pong… la BOMBA! Quella cosa che nessun Compagno Patrono si aspetterebbe mai di sentirsi dire…

Madre Coraggio: “Voglio rinunciare all’assegno per la maternità!”

Il Compagno Patrono si è voltato verso di me con gli occhi sgranati… io ho annuito e lui si è rigirato verso la mia collega.

Compagno Patrono: “Mmmaa! PPerchè????”

Madre Coraggio: “Senta ragazzo (anche se aveva 50 anni circa, o un problema di capelli bianchi mooltoo prematuroo) io lavoro ai salesiani… le sembra un’opera pia? L’opera pia è la nostra! Se voi versate a loro i soldi della MIA maternità… se l’intascano tutti il preside e l’amministratore! E se sono miei io VOGLIO rinunciarci! Se non li ho io, non devono averli neanche looorroooooooooo! NOOOO NOOO NO!” Ormai era in evidente stato di agitazione! Il Compagno Patrono poi sembrava temere che partorisse là! Così con tono agitato… ha detto:

Compagno Patrono: “Si sieda signora si sieda… stia tranquilla una soluzione la troviamo ora la sua amica mi spiegherà tutto con molta calma…” E si è voltato verso di me!

Ehm! Ok!  Ho pensato… ora gli dico tutto… del preside… della quantità di donne in cinta… di quel rompiscatole del prof. di educazione fisica… nel giro di due secondi ho guardato il Compagno Patrono e visto che dietro di lui c’era la lampada ministeriale della sua scrivania… che sembrava tanto un’aurola…ho pensato: “Posso fidarmi di lui!”

Godot: “La questione è semplice. Lavoriamo ai Salesiani… sulla busta paga ci sono soldi che in realtà non ci danno perchè abbiamo bisogno di punteggio… ma non mi preoccupo tra poco arriva Natale e 50 euro riusciamo a scucirli al preside… con la storia che si deve essere tutti più buoni! Intanto aspetto con ansia l’estate… perchè allora avrò diritto alla disoccupazione… eh già perchè ogni anno a Giugno ci licenziano… ma non s proccupi… a Settembre siamo di nuovo là! Tranne chi l’anno precedente era in cinta…”

Il Compagno Patrono ha risposto che capiva… ma che non c’era modo di rinunciare alla maternità… allora io ho suggerito alla collega… di aspettare Gennaio… perchè così anche lei avrà diritto alla disoccupazione… sarà di 8 mesi… ma per dirla con il preside: “MA NON SI VEDE PROPRIO SE NON SI VEDE POTETE ANCORA LAVORARE!” Ehm!

Oggi io, Madre Coraggio e il Compagno Patrono abbiamo imparato tutti qualcosa.

Io ho imparato che ci vuole Coraggio oggi per avere un figlio…

Madre Coraggio ha imparato che se si mette la salopette poi ci mette tre ore per andare in bagno!

Il Compagno Patrono ha imparato un mucchio di parolaccie! Eh già quelle che ha detto Madre Coraggio quando non le ha dato molte speranze di recuperare qualcosa di soldi… infatti la guardava con gli occhi sgranati… poi si è voltato verso di me e ha chiesto: “E questa parola che significa?”

Io gli ho risposto: “Sono certa che lei non vuole saperlo veramente!” La verità??? E che non ne ero certa neanche io… diciamo che me ne sono andata per un’idea! 😉

Ogni maledetta domenica!

Non parlo del film di Oliver Stone del ’99 con Al Pacino… beh… forse… eh già! Parliamo di sport della domenica! O peggio… di sportivi della domenica! 😀

La domenica! Giorno di partite di calcio! Giorno di pranzi in famiglia! Ed è qui che casca l’asino… pranzo in famiglia+partita in tv=caos assoluto! Il delirio calcistico!

Diciamo che il citare l’asino nella frase precedente non è stato poi proprio casuale, perchè chiamandolo “ciuccio” lo faccio diventare automaticamente il simbolo del Napoli, squadra per cui tifo, anche se non in maniera sfegatata come i componenti uomini della mia famiglia. Comunque diciamoci la verità, la squadra per cui si fa il tifo conta ben poco… il risultato è sempre quello…gli uomini di famiglia si trasformano da pesoncine ragionevoli in una sfegatata “tifoseria domestica”!

Ed ecco la telecronica di “OGNI MALEDETTA DOMENICA” in casa Godot!

Saltiamo la preparazione del pranzo domenicale, bastadire che è in stile “Sabato Domenica e Lunedì” (tresca sospetta a parte)… e mettiamoci a tavola!

Da quando “papino” stappa la bottiglia il “fratellino” arriva e con la mano tremante prende il telecomando per mettere al primo programma sul calcio che gli capita… applaudendo e urlando: “Siamo già in clima partitaaa”

Godot, sorride… e scuote la testa! Arriva il primo… e il servizio sul Napoli… e mentre Godot dice: “Qualcuno vuole un po’ di parmiggiano?”

La tifoseria domestica risponde: “Silenziooo parla De Laurentis!”

Il pranzo comunque prosegue abbastanza tranquillo, tranne che per le formazioni sbagliate dal ct…

Finisce il pranzo… e contemporaneamente arrivano mio zio e mio cugino dal piano di sotto e inizia la partita! LA PARTITA!

Palla al centro… ed ecco che Godot schiva sulla destra, poi sulla sinistra… poi passa sotto la tavola tipo limbo per togliere i piatti sporchi e portarli nel lavello senza passare davanti alla tv… e poi… cade una forchetta!

Tifoseria Domestica: Noooooo… fate silenzioooo che rompete il clima partitaa!

Ops… Godot recupera la forchetta, dribbla fino a portare anche la forchetta maledetta nel lavello… apre il rubinetto per mettere ammollo i piatti…

Tifoseria Domestica: Ma quest’acqua deve fare tutto questo rumore!!!!!

Ops… Godot abbassa la pressione dell’acqua e intanto chiede alla folla immane di tifosi: “Volete il caffè?”

Tifoseria Domestica: Certo che lo vogliamo! Che lo chiedete a fare! Si può fare un po’ di silenzio che la palla è andata in fuori gioco!

Ops… vero che l’ho chiesto a fare… Godot fa il caffè, la mamma di Godot intanto arriva con l’aspirapolvere per raccogliere le briciole… gravissimo errore!

Tifoseria Domestica: Ma ti sembra il momento di accendere l’aspirapolvere! Ma allora lo fate apposta non volete farci sentire niente! Silenzio: CALCIO D’ANGOLO!

Ehm… e mentre le formiche fanno il lavoro dell’aspirapolvere e raccolgono le briciole di pane rimaste… il caffè è uscito (non nel senso che se ne è andato…) e Godot deve zuccherarlo… “Zio, sempre un cucchiaino?”

Tifoseria Domestica: Ma che ci frega dello zucchero: QUELLO ERA RIGORE!

Vabbè! Godot lo zucchera per tutti nella stessa maniera… porta le tazzine, da un’occhiata ai bei ragazzi in pantaloncini in tv, con il rammarico di non essere lì! E poi sente la mamma di Godot, che dice: “Ora prendo i dolci dal salotto!”

Tifoseria Domestica: Ma cos’è questa confusione!!!! E… GOoooooooOOOOOOOOLLLLL!

Godot e la mamma partecipano alla festa… saltellando ed esultando… ma poi… GOL… della squadra avversaria!

Tifoseria Domestica: Ti pareva si sono già rilassati perderemo perderemo perderemo! Ma non c’erano dei dolci di là? Forse è meglio dobbiamo addolcirci la bocca!

Portiamo i dolci… e mentre la mamma provvede a passare il vassoio davanti alla televisione ogni volta che la squadra perde o guadagna il controllo del pallone

Tifoseria Domestica: Non passate davanti alla TV!!!!

Dolci finiti… Godot si accinge a lavare i piatti… prende il detersivo… la spugnetta e incomincia a lavorare!

Tifoseria Domestica: Devi fare tutto quel rumore con quella spugnetta! Si sente come uno scratchscratchscrathc.. ci distrai!

Godot mette il silenziatore alla spugnetta… con il risultato di metterci il doppio del tempo… ah già… in casa c’è la lavastoviglie… ma non si può usare durante la partita perchè…

Tifoseria Domestica: La lavastoviglie porta male, ogni volta che l’avete accesa durante la partita abbiamo perso!

Alla fine la partita finisce… e ci sono tre risultati posssibili, risultati che inevitabilmente si riversano sull’umore della Tifoseria Domestica!

POSSIBILITA’ 1) Vittoria: S’incomincia con una standing ovation, la tifoseria è contenta, applausi e saltelli rimbombano per tutta casa con somma gioia del vicino del piano di sotto (non mio zio, l’altro che è milanese!) La famiglia può riprendere a parlare, ridere, respirare… fino alla prossima maledetta domenica

POSSIBILITA’ 2) Pareggio: la tifoseria dice che meritavamo la vittoria! Ma che 1 punto è meglio che niente e poi ci sono stati errori tattici dovuti al ct. Poi chiedono se è rimasto un po’ di dolce, perchè ci sono rimasti male… mangiano il dolce un po’ mogi, si fa un po’ di caffè… e poi con una luce di speranza negli occhi dichiarano che la prossima maledetta domenica vinceremo noi!

POSSIBILITA’ 3) Sconfitta: Se uno di loro fosse il sindaco verrebbe dichiarato il lutto cittadino! Non essendo possiblie, entrano in una sorta di agonia. Il primo sintomo è la negazione: L’arbitro è venduto e la moglie dell’arbitro è una poco di buono! Il secondo sintomo è l’accettazione: E’ la moglie del ct ad essere una poco di buono, e lui ha sbagliato tutta la formazione! Il terzo e ultimo sintomo è la depressione! Depressione che comporta lunghi riposini, tristezza e irritabilità, sintomi che dureranno fino alla prossima maledetta domenica!

E’ tornato Piero Angela… con un bel documentario: “Il beota patentato!”

Dopo la telefonata di Piero Angela che in lacrime mi diceva: “Non parli più di me…. come posso sopravvivere a un dolore così grande?” (scusate oltre ad avere personalità multiple sembra che io stia anche avendo allucinazioni di vario tipo) ho deciso di rischiare di tamponare un tizio solo per presentarvi… il nuovo documentario di Super Quark!!! Vai con la musica!

IL BEOTA PATENTATO

Il beota patentato è quell’individuo che quasi sicuramente aveva un parente alla motorizzazione o altrimenti non sarebbe riuscito a patentarsi dato la bassa percentuale di neuroni nel suo cervello. Il beota nel periodo del’accoppiamento non fa altro che ripetere: “Donne al volante pericolo costante” mentre si esibisce in un senso vietato ficcandosi nel più piccolo vicoletto a 100 km/h e rischiando così di scontrarsi frontalmente con “La beota Godot” che sarà anche beota… e correrà anche un po’ troppo… ma che almeno non imbocca sensi vietati insultando chi viene di faccia solo perchè non ha imboccato il senso vietato successivo ma ha preferito seguire un “cicchettino” delle regole della strada! Ma non contento di ciò il beota patentato sosta allo stop del vicoletto parlottando con “BEPPE” di quante figliuole ha abbordato al bar ieri… e sgranando gli occhi quando la beota Godot dice “Scusi le spiacerebbe farmi passare” Rispondendo: “E da quando voi donne guidate?” Fortuna vuole che la beota Godot non voglia scendere dalla macchina per timore che sia il solito trucco per fregarsi il suo fido macinino… o il BEOTA PATENTATO sarebbe passato al successivo stato della sua fase evolutiva diventando BEOTA PATENTATO PESTATUS SENZA UN DENTUS E CON DUE OCCHI NERUS BEN MERITATUS PER ESSERE UN MASCHILISTUS DEFICIENTES!

Fine Super Quark… io sto bene… perchè ho frenato…il tizio sta bene… beota e contento… Ma dico io:

“Possibile che tu non solo voi imboccare un controsenso ma prima corri e poi freni di botto allo stop… alla fine del vicolo, dove io stavo facendo il mio ingresso trionfale… abbassi il finestrino e urli “BEPPEEEE wa ci simm’ schiattat e ris’ ier ‘o bar…blablablablabla” incurante della persona che stava allegramente andando a lavoro???”

E’ questo che mi fa incavolare… quasi come quelli in moto che passano con il rosso solo perchè se sono su due ruote e non su quattro non devono seguire il codice della strada… ah già e poi ci sono anche gli automobilisti daltonici: quelli che passano con il rosso e si fermano con il verde e che quando trovano giallo vanno in crisi mistica!

Io non sono affatto una guidatrice novello… però un minimo di amor proprio non fate i pirati della strada, non fate vedere che il cognato della cugina della sorella della vicina che lavora alla motorizzazione vi ha taroccato la patente… oppure a voi verranno tolti i punti dalla patente… a me verranno messi in fronte e il tizio alla motorizzazione passerà un guaio prima o poi!  

Non voglio essere cattiva o rompiscatole… vorrei solo arrivare intera a casa!

Consigli per gli acquisti: Basta un poco di zen e il consiglio di classe non va giù!

Non sono Costanzo, ma questo per motivi di circonferenza vita e di baffi si era capito! Eccomi qua… con una tazza di tea in mano… nella mano il cui pollice preme spazio tra una parola e l’altra, mano che non ha altri compiti che questo… e una volta tanto premere shift con il mignolo per la MAIUSCOLA!

Direte… sappiamo che con grandi probabilità sei Campana… sempre  che non sia una bufala ;)… sappiamo che non fa tutto questo freddo… ma sei influenzata??? No, corna facendo sto una bellezza (e l’espressione aggiunge al mio essere Campana)… ma non avendo bustine di Valeriana… eccomi qui a cercare di calmarmi prima del consiglio di classe di oggi! Perchè non c’è niente che mi faccia incavolare di più di un consiglio di classe!!! 😦 (Certo anche Biancaneve &co. non mi avevano fatto stare serena)

Perchè? Ovvio… odio, ho sempre odiato e sempre odierò gli insegnanti! “Eh? Ma non eri un’insegnante anche tu?” si chiede quella vocina interiore che più che a un grillo parlante mi fa tanto pensare ad un disturbo della personalità… se vado dallo strizzacervelli qualche motivo ci deve pur essere no???!!!

Sì, sono un’insegnante. E vado anche d’accordo con molti dei miei colleghi… ma ciò non toglie che io non sopporti gli insegnanti. Già, perchè quella vocina di cui sopra continua a dirmi: “Ricorda che cazzimma che hanno i professori? I professori sono i tuoi nemici!” Evidentemente la vocina ha ancora 15 anni!

Ma senza voler scherzare oltre… preparatevi una tazza di tea anche voi, e state a sentire questa telecronaca anticipata di un disastro annunciato:

Arriverò a scuola, come sempre in anticipo… visto che odio arrivare in ritardo… ma i miei colleghi fedeli al concetto che “Il quarto d’ora accademico spetta a tutti i professori” arriveranno 1 ora dopo… il loro quarto d’ora è un po’ più lungo di quello degli altri, evidentemente!

Dicevo Arriverò a scuola come sempre in anticipo, dovrò aspettare un’oretta perchè qualcuno si faccia vivo. A questo punto arriverà la telefonata canonica del preside che annuncerà: “non so se riesco a venire c’è traffico… incominciate senza di me… poi mi raccontate”.

A questo punto la guerra abbia inizio! Colleghi trincerati dietro i banchetti della classe che useremo per il consiglio, con le ginocchia del paurosamente alto professore d’italiano che gli arrivano in bocca… l’unico ciuffo del professore di matematica che spunta appena da fuori il banchetto vicino alla cattedra… l’anziana prof. di Latino che seduta dietro la cattedra e che ci interrogherà come fossimo giovincelli! La prof. di Musica che si metterà dietro, all’ultimo banco e cercherà di nascondersi dietro di me, arrivando alle volte anche alle minaccie nei miei confronti: “Non ti girare, non muoverti sennò mi vedono e mi chiedono a che sto con il saggio di Natale!” (voi direte… di già… beh sì… anche perchè a essere sinceri l’ultimo saggio di natale della prof. di musica era pronto a Pasqua!) Io che in un atteggiamento molto zen… dovuto al tea e agli spessissimi tappi per le orecchie sembrerò sorda alle invettive della prof. di Sostengno che sarà seduta accanto a me! Lei, la prof. di Sostegno che urla contro quella di Tecnica perchè io non la sento. Il prof. di educazione fisica che continua a chiedermi: “Ma sei arrabbiata con me? Che ti ho fatto? Non mi parli quasi mai!?” (Figlio mio che vuoi che ti dica?! Non sono arrabbiata solo molto zen!)

E poi… arriva! No, non godot, che nonostante la cattiva nomea a lavoro arriva sempre in orario… arriva il Preside, che con aria soddisfatta dice: “Tutto ok?” Poi si gira verso di me… e fa la solita battutaccia: “Signorinella, voi studenti non dovreste presenziare ai consigli!” E ride da sè… mentre un paio di colleghe alzano gli occhi al cielo… e quella di religione commenta: “certo che è giovane!”

Non è tutto ok! Manca la corrente in 3°, la finestra della prima ha un vetro rotto, in seconda manca sempre il gesso, ci avete staccato tutte le piantine geografiche per ripitturare e chissà dove le avete messe… e io voglio il mio assegno!!!!!

E lui, placido, visto che evidentemente ha la valeriana a casa risponde: “Andrà tutto bene, con il tempo. La corrente ce l’hanno staccata perchè non avevo pagato la corrente tempo 2 mesi e la riallacciano, mettete un foglio di giornale davanti al vetro, il gesso portatevelo da casa, le piantine geografiche le sto facendo con i punti della benzina, datemi tempo… ops… è tardissimo ho un’altro impegno degli assegni parleremo la prossima volta!” E scappa sghignazzando! Ci credo, non ci ha ancora pagati! E i colleghi che fanno… i cari insegnanti… invece di dirgli “tante paroline”… ricominciano a litigare tra loro per orari, pausa caffè e simili!

Vi ho detto in tutto questo che essendo richiesto un certo abbigliamento sono in tailleur e le scarpe con il tacco sono una tortura?!! Un consiglio per gli acquisti? Signore, compratevi delle ciabatte!