Il ritorno del guerriero… ossia… i Workshop del sensei!

Buondì cari amici… e benvenuti a quest’ennesimo viaggio nel periodo Edo…

Nel periodo Edo… un paese era noto tra tutti per la gran quantità di ninja ed esperti in arti marziali che vi erano stati mandati… questo paese era: “A quel paese!” Così che appena qualcuno si distingueva per la sua destrezza nelle favolose arti marziali… lo mandavano subito: “A quel paese!”

Una delle personalità più in vista di questo ameno paesino… era il sommo Antonio Sensei… maestro di burrate, struffoli e clic abbaglianti! Nella sua somma scuola… i migliori tra i ninja si addestravano nelle strabilianti segrete arti segrete marziali segrete… erano così segrete… che nel tempo libero gli allievi distribuivano volantini per pubblicizzarle!

Ad ogni modo… tra tutti questi allievi ce n’erano alcuni eccezionali!

Taglia-San… che con i suoi capelli luuuuuunghiiiiii luuuuuuuunghiiiiii si perdeva praticamente tutte le lezioni perché passava le giornate a pettinarsi…

Psicosi-San… che con la sua fame atavica… era il terrore non tanto dei nemici… quanto delle “merende” dei nemici!

E ovviamente… il più temuto tra gli allievi… l’allievo prediletto… così prediletto che il sensei non poteva vederlo senza scoppiare a piangere singhiozzando: “No! No! No!”… dicevamo?! Ah sì… l’allievo più prediletto di tutti… era il ninja solitario… noto per aver vinto 3 volte consecutive al solitario detto comunemente Piramide!

Un giorno… questi temibili guerrieri… stanchi per le continue battaglie contro i nemici di sempre… i temibili Shinobi… decisero di andare a fare un picnic… caso volle che durante questo picnic… Antonio-Sensei… riuscì a far sperdere… OPS… volevo dire… non fece caso che il ninja solitario si era allontanato dal gruppo… ed essendo un po’ duro d’orecchi… non udì l’urlo di quest’ultimo che diceva: “MAeeeeeeeestrooooooooooooo Dove seeeeeeeeiii?!??!” Tanto che esclamò: “Ohibò… non fate caso a queste urla senza senso… corriamo miei cari allievi… per digerire il tortano che ci era avanzato da Pasqua!” Pasqua ovviamente era una festa tipica del periodo Edo…

Fortunatamente… il ninja solitario aveva lasciato delle molliche di pane sul sentiero… per non sperdere la strada!

Sfortunatamente… Psicosi-san aveva fame e mangiò le molliche di pane…

Fortunatamente Taglia-san… aveva nel percorso perso uno per uno quei suoi capelli luuuuuuuunghii luuuuuunghiii!

Sfortunatamente… Psicosi-san mangiò anche quelli!

Fortunatamente Taglia-san disperato per la recente perdita piangeva… lasciando lacrime simili alla rugiada lungo il cammino!

Sfortunatamente… Psicosi-san aveva anche sete!

Comunque… all’arrivo al noto villaggio Edo… noto a tutti come: “A quel paese!” il grande Antonio-sensei disse: “Ohibò! Siete meno di quanti mi ricordassi!” gli altri allievi si guardarono in torno e dissero: “Oooooooooooooo ma dov’è il temibile ninja solitario! Torniamo indietro a prenderlo!!!” ma il grande e magnanimo Antonio-sensei disse: “Ohibò! Ora proprio non possiamo perchè… avevo giusto giusto organizzato un Workshop nel villaggio! Inizia tra mezz’ora!” E Psicosi-san disse: “Si mangia?!” E Antonio-sensei con somma pazienza disse: “Ohibò… e dico Ohibò sempre per quella storia che sono zen… ma tu hai uno stomaco di ferro! Non si mangia… è un laboratorio!” E Taglia-san disse: “Vi fanno forse parrucche sensei… no perchè mi servirebbero!” E Antonio-sensei dall’alto della sua sapienza disse: “ARiOhibò!!”

E così dimentichi del ninja solitario… ormai sperduto nella foresta… iniziarono il Workshop… Antonio-sensei arrivò e disse: “Buondì cari padawan!” E Taglia-san disse: “E’ pomeriggio inoltrato Maestro!”

Allora Antonio-san disse: “Buon Pomeriggio cari  Padawan… oggi vi insegnerò le tecniche per costruire un muro luuuuuuuuuungooooooooo luuuuuuuuuuuungooooooooooooooo!” Ma Taglia-san disse: “Maestro… questo Workshop l’hanno già fatto i cinesi!” E il maestro rispose: “Ma sempre sti cinesiiii!!!!!” poi però si ricordò di essere un maestro-zen e disse: “Ohibò… allora facciamo un Workshop su come costruire un esercito di pietraaaaaaa!!!” Ma Taglia-san disse: “Maestro… hanno fatto anche quello i cinesi!” Antonio-san un po’ demoralizzato allora disse: “Bene ero pronto all’eventualità… allora cari ragazzi vi mostrerò come si costruisce un esercito di marzapane!” Ma questa volta fu Psicosi-san a rispondere: “Oh maestro… scusa… ma ho mangiato tutto il marzapane che mi avevi detto di portare qui!”

Antonio-san ancora un po’ più demoralizzato disse: “Ohibò! E quando dico Ohibò… voglio proprio dire Ohibò!”

Ma non si perse d’animo… perchè mille e più di mille erano le segrete arti marziali segrete che il sommo sensei voleva infondere ai suoi allievi… “Ohibò… disse: Quasi quasi vi insegno come si folgora il nemico con il sommo CLICK!” ma la macchina fotografica nel periodo Edo… era un tantinello difficile da trovare…

“Bene – disse Antonio-sensei – allora il nostro workshop sarà sul ritorno del guerriero… v’insegnerò come non perdervi mai… come ritrovare sempre la strada di casa… o della nostra palestra di arti marziali… e dedicherò questo workshop alla memoria del caro ninja solitario!”  

“GRAZIE MAESTRO! Effettivamente ho una discreta memoria!” ad aver parlato era proprio lui… o forse era lei… insomma non s’era mica capito… il ninja solitario!

“OHIBO'” disse Antonio-sensei sorpreso… “OHIBO'” gli fecero eco tutti gli altri allievi… “Ohibò!” rispose ancora Antonio-san… “Ohibò!” dissero di nuovo gli altri allievi… “OOOOOHIBOOO’!” ripetè un’altra volta Antonio-sensei… e un passante disse: “Ancora una volta volete evitare di usare il copia e incolla?!”… Ehm… allora Antonio-sensei chiarì tutti quegli “Ohibò” dicendo: “Ohibò lo dico io che sono il maestro… non abbiamo fatto nessun Workshop su come si impreca in maniera zen… quindi… voi… umili padawan non potete ancora imprecare!!!” Tutti gli allievi avrebbero voluto rispondere: “Ohibò”… ma non potevano perchè non erano maestri!

“Allora – disse il ninja solitario – che si studia oggi maestro?!” “Nulla” rispose Antonio-san… volevo ripetere quel Workshop che vi ho fatto il primo anno che eravate qui… quello su come non perdersi… ma non lo faccio più perchè  tu sei qui… e ciò significa che funziona… anche troppo per i miei gusti!!! E se da questo gruppo dovesse mai uscire un altro allievo come te?! No no! Meglio non correre rischi!”

“Non temere Maestro – disse il ninja solitario – il Workshop sul ritorno del guerriero non funziona… ma “Non funziona” solo per i ninja… e invece, nel caso non l’avessi capito, io sono un KOKEN!”

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Il sensei e la sfida della pastiera rotante!

Cari amici dopo tanto silenzio credo sia il caso di tornare a far visita al nostro caro villaggio del periodo Edo noto a tutti come “A quel paese!”

Anche nel periodo di Pasqua la gente più simpatica veniva mandata a “A quel paese!” così il sommo Antonio-sensei e i suoi fidi… beh insomma… diciamo che Antonio-sensei e i suoi “INfidi” padawan…ehm… volevo dire… allievi decisero di proseguire come niente fosse gli allenamenti alla faccia di tutto e tutti… perchè a loro le visite non gli facevano un baffo… si dice che a Taglia-san facessero i capelli ma probabilmente si tratta solo di una diceria!

Comunque in questo mentre… quale mentre non si sa… fatto sta che tra tutte questa gente mandata a “A quel paese!” arrivò un altro temibile nemico per i nostri eroi… anche se di eroico avevano ben poco…  il temibile nemico si chiamava Pasquale-san… ehm… questo temibile shinobi con un sol lancio di uova di cioccolato colpì buona parte degli allievi della scuola del sommo Antonio-san… che guardando tutti i suoi allievi sgranocchiare disse: “Ohibò… e a me neanche un pezzettino di cioccolata allievi infami… ora vi punirò lanciandovi il famigerato struffolo d’acciaio!!!” Ma ci pensò l’allievo prediletto del maestro… il ninja solitario a fermarlo che disse: “Siamo fuori stagione per gli struffoli! Maestroooo!!!” Allora il maestro disse: “Ohibò… allora potrei lanciare una burrata!?” Ma sempre il ninja disse: “Ma maestro siamo già al dolce!” E il maestro disse: “Ohibò allora potrei lanciare una bottiglia d’amaro!?” Ma il ninja solitario rispose: “No maestroooo l’amaro noooo C’è psicosi-san che con solo 1 sorso d’amaro è in grado di svuotare tutti i magazzini del villaggio mandandoci alla rovina!” E il maestro disse: “MA allora ha proprio il verme solitarioooooO!!!” E Psicosi-san che era in zona disse: “Buoooooooonooo il verme in fricasseaaa!!!!” 😯

Comunque ci voleva una soluzione al problema… così  il ninja solitario e il sommo Antonio-sensei presero carta e penna e scritto: “ESEGUO” si misero a risolvere il problema dandosi allegre gomitate nelle costole per non far copiare l’altro!

Alla fine il maestro che aveva un pochetto la sindrome del primo della classe… o non avrebbe mai fatto il maestro… si alzò ed esclamò: “Ohibò! MA come ho fatto mai a non pensarci prima… la soluzione era qui davanti ai miei occhi…” Allora il ninja disse: “Maestro… sicuro di non essere strabico… perchè davanti ai tuoi occhi non c’è niente!” E il maestro disse: “Ohibò! Era un modo per dire che la soluzione è facile!!!” Detto questo si girò verso l’allievo prediletto e con fare amorevole disse: “@#*§!£%!” che era un vezzeggiativo segreto che significava: “TU che sei come un pugno nello stomaco a prima mattina!” Comunque… disse: “Ninja solitario… devi scrivere una lettera al temibile Pasquale-san e dirgli di recarsi qui… domani mattina… all’alba! Anzi… meglio alle 10… no meglio a mezzogiorno… forse preferirei  al tramonto… sì… però dopo la pennichella… dicevo?! Ah sì… recarsi qui per combattere contro di noi!”

Così il ninja solitario scrisse quanto segue:

“Vossignoria Pasquale-san… temibile shinobi

è invitato a scontrarsi con noi domani, dopo la pennichella del maestro!

Baci dal ninja solitario!”

L’indomani arrivò… e arrivò anche la pennichella del maestro… e arrivò anche Pasquale-san… e arrivò il maestro che si era appena destato dalla pennichella… e arrivò il caffè… poi visto che nel periodo edo il caffè faceva abbastanza schifo arrivò l’Ohibò del maestro… che sputato il caffè in faccia al suo allievo prediletto… produsse dalla sua manica una tazza di cha… poi arrivò il momento della battaglia… allora Pasquale-san disse: “In guardia!” e il maestro disse: “Ohibò… chi è questa guardia?!” Allora Pasquale-san disse: “Volevo dire combatti!” E Antonio-sensei disse: “Ah no… combatte il mio allievo per me… perchè l’altra volta ho avuto una katanata pazzesca e al solo pensiero mi gira la testa…” E il ninja disse: “Maeeeeeeeeeeeeeestrooooooooo grazie per la fiduciaaaaaaaaa!”

E così Pasquale-san si mise ad infierire, secondo i suoi standard, contro il povero ninja solitario… gli lanciò 789 uova e altrettante sorprese… ANCORA DA MONTARE ma il ninja schivava le uova… e MONTAVA LE SORPRESE!!! Pasquale-san era senza parole… e dopo un paio di ore fu anche senza uova… e il maestro Antonio-san prese un pezzo di cioccolata da un uovo sul terreno e disse: “Ohibò… ma è cioccolato purissimo!” E il ninja solitario disse: “HO vinto?!??!” Ma Pasquale-san disse: “Hai scansato le uova… ma io sono ancora vivo…” Allora Antonio-san prese la schedina e disse: “Ohibò… allora è X! Mannacciaaaaa sulla schedina avevo messo 1!” E il ninja solitario chiese: “1? Perchè sono il numero1 tra i tuoi allievi?!” Ma Antonio-san rispose: “No solo perchè giocavi in casa!” Poi arrivò l’arbitro e disse: “Andiamo ai rigori!” Voi vi chiederete che vi facesse un arbitro lì… sappiate solo che “A quel paese” ci andavano tantissimi arbitri… e arrivò il momento dei rigori… Pasquale-san finite le uova cominciò a lanciare tutto quello che gli capitava per mano… e il ninja schivava… e il maestro schiFava… e disse: “Ohibò… ma come farai mai a vincere senza lanciar mai nulla!” E il ninja esclamò: “Grazie maestro per questo grande insegnamento!” corse nell’alloggio del sensei e tornò con qualcosa tra le mani… UNA PASTIERAAAA!!! Che lanciò stile freesbee colpendo in fronte Pasquale-san… la Pastiera rimbalzò tornando tra le mani del ninja solitario… che la rilanciò sulla fronte di Pasquale-san… e così via… per più e più volte… finchè Pasquale-san che pareva un cervo… o un alce per tutti quei bernoccoli non si arrese… pappandosi tutta la pastiera… tutto questo con come sottofondo numerosi “Ohibò” del maestro…

Pasquale-san si allontanò dal villaggio… e il ninja solitario… contento si avvicinò al maestro e disse: “Il villaggio è salvo maestro…” E il maestro disse: “Ohibò” e il ninja proseguì: “E’ il momento di confessarti che in realtà io sono un koken!” E il maestro disse: “Ohibò” e il ninja chiese: “Non sei sorpreso maestro?! Mi chiedo come mai!?” E il maestro disse ancora: “Ohibò” e allora il ninja disse: “Vedo una lacrima sul tuo viso maestro… e comprendo che tu sia triste… ma non temere il fatto che io sia un koken non mi farà abbandonare la tua scuola! Commosso?!” E il maestro ingoiato il magone disse: “Quella pastiera… era MIAAAAAAAA!!!” E scoppiò in lacrime… e il ninja commosso si rivolse ai suoi compaesani e disse: “Il maestro è solo contento che la sua pastiera sia riuscita a salvare il suo allievo prediletto!” Tutti i suoi compaesani lo guardarono strano… ma lui pensò fosse per l’ammirazione… e saltellando andò a mangiarsi una fetta della SUA pastiera… perchè era troppo “zucosa e alta” per sprecarla lanciandola contro il nemico!

Inchinatevi davanti ad Antonio-san Gran Mastro di Musica&Canzoni!

Benvenuti cari amici al nostro ennesimo viaggio nel periodo Edo… io potrò anche non essere Piero Angela… ma quanto mi piace  spacciarmi per una documentarista! Ehm… dicevamo?! AH sì… benvenuti cari amici… benvenuti… e ora andiamo indietro con la nostra MACCHINA DEL TEMPO! 😯

Era solito al villaggio del periodo Edo noto a tutti come “A quel paese” rendere omaggio ai SAGGI! I saggi nel periodo Edo erano i Maestri d’arti marziali… noti a tutti come Antonio-sensei… tutti i saggi Maestri d’arti marziali si chiamavano Antonio-sensei! Perchè si sa che Antonio è proprio un nome che trae la sua origine nei villaggi dei ninja del periodo Edo! Ad ogni modo… nel villaggio del periodo Edo noto a tutti come “A quel paese” ritroviamo il nostro sommo Antonio-san… Gran Maestro delle arti marziali segrete che più segrete non si può… tanto segrete che stentava a insegnarle anche ai suoi fidi allievi… ma non perchè lui non mostrasse loro la via del bushido… il guaio era che loro, gli allievi, erano un po’ tardi! E pure quelli con il Tom Tom ci mettevano comunque due ore a testa per trovare questa via… ritrovandosi spesso sulla via Appia…che di zen non aveva proprio nulla!

Comunque… Antonio-san aveva tante frecce al suo Daikyu… termine del periodo edo per “arco”… forse non aveva un Daikyu… ma aveva comunque un mucchio di frecce… forse non aveva le frecce… ma comunque se la riusciva a cavare anche così!

Le armi del Gran Maestro Antonio-san erano numerosissime… c’era lo struffolo d’acciaio… in grado di stendere i più anoressici tra i suoi avversari… La burrata esplosiva… in grado di stendere i più magrolini tra i suoi avversari… in poche parole… se eri sovrappeso… allora sì che eri un temibile nemico per Antonio-san!

Anche i suoi allievi più capaci avevano le loro temibili armi… Psicosi-san che… era in grado con una sola frase di far insorgere temibili psicosi nei suoi avversari, i quali presto si convincevano di essere Napoleone… anche se all’epoca non era ancora nato! Tagliuzzo-san che aveva quei capelli luuuunghiii luuunghiii che nascondevano mille monete in grado di far cadere in catalessi i nemici più tenaci! Aquilotto-san in grado di parlare con i polli! E poi c’era lui… o forse lei… non si sa perchè era tutto imbacuccato come un ninja… c’era il più temibile degli allievi di Antonio-san… il ninja solitario… in grado di fare solitari con le carte francesi e con quelle napoletane… di lanciare gli struffoli di Antonio-san… scendere da una qualsiasi montagna innevata SENZA GIRARE UNA VOLTA!!! … di abbattere migliaia di shinobi con la sua “mossa segreta”… e voi direte… ha l’accento napoletano… ALLORA è la LAURITO se fa la mossa! E invece no… perchè pure la Laurito non esisteva ai tempi del periodo Edo… la mossa segreta del ninja solitario… era … era… che era un Koken!!!

Ma avere tutti questi allievi capaci di terribili mosse… non bastava al grande Antonio-san… il grande Antonio-san voleva avere più allievi!!! Molti più allievi… ed ecco che… in ogni angolo del villaggio del periodo Edo da tutti chiamati “A quel paese” si leggeva questo cartello:

SONO APERTE LE SELEZIONI PER GLI ASPIRANTI ALLIEVI NINJA!

TRA GLI ESAMINATORI IL GRAN MAESTRO ANTONIO-SAN ESPERTO IN BURRATE STRUFFOLI E

MUSICA&CANZONI!

SI PREGA DI PORTARE CURRICULUM. PRESENTARSI SOLO SE SI E’ DELLA PROVINCIA D’APPARTENENZA!

NO PERDITEMPO!

Grande giubilo fu tra tutti gli aspiranti ninja!!! Poi si seppe che l’esame d’ammissione consisteva nel combattere contro i più BRAVI degli allievi del maestro… e il grande giubilo terminò lì! Poi seppero che per tutti i partecipanti c’era un souvenir… la tipica burrata del maestro Anotnio-san… e ci fu di nuovo giubilo… poi si seppe che era esplosiva… e finì il giubilo… poi… vabbè avete capito!

 Il giorno delle selezioni sembrava un reality show da quanta gente si era raccolta fuori alla catapecchia… ehm… alla casetta di Antonio-sensei che si svegliò uscì e disse: “Miei aspiranti allievi… la prima prova per diventare miei allievi è cantare una canzone popolare giapponese!” E visto che i cartoni animati giapponesi non esistevano la prova era molto più difficile di quel che ci si potesse aspettare! Così di 1000 aspiranti ne rimasero 500!

Poi Antonio-san disse: “Questi 500 dovranno battersi con Psicosi-san!” Psicosi-san incominciò a parlare di conquista del mondo… Pc.. Ipod e simili… e dei 500 ne rimasero 400!

Poi Antonio-san disse: “Voi 400 dovrete battervi contro Tagliuzzo-san! E i suoi capelli luuuuuuunghiiii luuuuuuunghiii!!” Tagliuzzo-san incominciò a perdere i capelli… ehm… e dei 400 ne rimasero 300!

Poi Antonio-san disse: “Voi 300 dovrete indovinare che bestiola è questa…” disse indicando Aquilotto-san. Dalla folla di contendenti si levarono varie voci che dicevano: “E’ un polletto!” “E’ un anatroccolo!” “E’ un tacchino”… solo 200 riuscirono a capire che trattavasi di un Aquilotto… e questi 200 passarono il turno!

Poi Antonio-san disse: “Di questi 200 chi di voi ucciderà il ninja solitario sarà il mio nuovo allievo prediletto! Si apprezzano comunque ferite e sconocchiamenti vari!” E il ninja solitario disse: “Maestro!? Scusa ma quando mi avevi detto aiutami non mi avevi detto della morte… e degli sconocchiamenti… e della morte… e delle ferite… e della morte… e…” Ma Antonio-san alzò una mano per quietare i dubbi del ninja solitario e disse: “E a me che mi frega!?” E il ninja solitario esclamò: “Come sei zen maestro a non curarti della possibile morte del tuo allievo prediletto!” Antonio-san disse: “Ohibò… combattete!” E incominciarono a combattere… ma nessuno poteva battere un ninja solitario… anche perchè era un koken e gli aspiranti ninja non potevano combattere contro un NON ninja… così stavano fermi e il koken gli stracagnava sulla capoccia tutto quello che gli capitava a tiro! Alla fine… rimasero 100 aspiranti allievi… e non perchè si fossero difesi ma solo perchè il ninja solitario aveva finito il pentolame da dargli in testa!

E il maestro Antonio-san disse: “Ohibò! Sei ancora vivo! Vabbè… gli ultimi 100 dovranno resistere al mio ipnotico LalàlàLife is Wonerful!

Fu una vera carneficina… 100 valorosi aspiranti allievi andarono via da “A quel paese” canticchiando l’infame ritornello… il ninja solitario si avvicinò al maestro e disse: “Lalàlà…SenseiDj! Scusami… Lalàlà… ma tutti noi allievi… Lalàlà… siamo rimasti in passato ipnotizzati dall’infame ritornello! Perchè noi siamo tuoi allievi e loro no!?”

Antonio-san rispose: “Perchè erano fuori tempo! E poi non mi servivano nuovi allievi… volevo solo mano d’opera per costruire un muroooooooo luuuuuuuuuungoooooo luuuuuuuuuuuungooooooooo!” E il koken rispose: “Ma l’hanno già fatto i cinesi!” E il maestro rispose: “Me lo sono ricordato! Per questo li ho cacciati tutti!”

E il ninja solitario rispose: “Toh! Maestro… che ci canti oggi!?” E il Maestro rispose: “Ma scusa per chi mi hai preso!! Io non canto… io faccio il SenseiDj… suggerisco e poi voi cantate… possibilmente meglio che allo Zecchino d’oro!” E il ninja rispose: “Cos’è maestro lo Zecchino d’oro!?” E il maestro rispose: “Ohibò! E che ne so!”

Ed effettivamente lo Zecchino d’oro non era stato ancora inventato… quel che è certo è che… il nostro SenseiDj fa degli straordinari post-musicali… correte tutti a commentare! 😀

Una koken alla Stazione Termini!

C’era una volta un villaggio del periodo Edo noto a tutti come “A quel paese”! Voi direte… ma già lo sappiamo! E io dirò: “So che già lo sapete… ma io in qualche modo lo devo riempire il blog!” Ricominciamo!

C’era una volta nel periodo Edo… un villaggio a tutti noto come “A quel paese”!

Gli abitanti del villaggio erano tutti esperti nelle arti marziali segrete… arti marziali insegnate dal sommo sensei Antonio-san! Le arti segrete erano così segrete che spesso e volentieri non le conosceva nemmeno Antonio-san… ma era un sensei e questo bastava! Bastava soprattutto al più fedele degli alunni del maestro… così fedele che anche quando il suo sensei lo scacciava letteralmente a pedate… lui scambiava il tutto per un segno d’affetto! Questo alunno era il ninja solitario… abile nell’arte di costruire casette con le carte francesi!

Un giorno… dopo un cazziatone esagerato da “Lo strillone del villaggio” dal nome “Redattore-san!” il nostro amico ninja solitario decise di “scappare dal villaggio” e cercarsi un altro lavoro… che poi che lavoro fosse non si sa… e Antonio-san per la gioia… ehm… per la preoccupazione che potesse scappare senza maglia della salute… incomincio a preparargli il bagaglio urlando: “Sbrigati che perdi il trenOOOO!!!” Il ninja solitario non sapeva cosa fosse il treno, perchè nel periodo Edo i treni non esistevano… tranne i trenini samba ai matrimoni ma quelli risalgono all’età della pietra… comunque… il ninja solitario che non sapeva cosa fosse un treno chiese: “Cos’è un treno?! Maestro?!” E il maestro, che aveva anche il potere di vedere nel futuro… con somma pazienza disse: “Boh! Prova a chiedere a Google-san!”

Il ninja solitario… abile nell’arte di trascinare il maestro andò a trovare Google-san… il sapiente del villaggio… e chiese: “Google-san cos’è un treno?!” Ma Google-san rispose: “Mi è saltata la connessione tornate domani!” Allora il ninja solitario chiese: “Google-san cos’è la connessione?!” Ma Google-san rispose: “Mi è saltata la connessione tornate domani!”

Sia Antonio-san che il ninja solitario scossero la testa afflitti… Google-san si sapeva in tutto il villaggio aveva gravi problemi familiari che lo spingevano a bere per dimenticare… e dimenticava proprio tutto!!!  Anzi era proprio un po’ rimbambito!

Comunque… il ninja solitario non aveva proprio più voglia di scappare dal villaggio e disse: “Quasi quasi resto!” ma il maestro… inorridito all’idea disse: “TE sei pazzo! Non puoi restare qui!” Allora il ninja solitaro guardò il maestro e disse: “Perchèéèéèéèé!?!??!?!?! MaestrooooO!!!” E il maestro incominciò un lungo elenco di validi motivi… che terminarono con: “E soprattutto perchè quando ti lagni riesci anche a cambiare accento sui perchè prolungati!”

Pur di farlo partire il maestro disse: “Ti accompagno alla Stazione… che non so cosa sia… ma ti ci accompagno lo stesso! E tieni ti metto nel bagaglio anche tre fotografie in mio ricordo…” E il ninja disse: “Maestro?! Ma le fotografie non le hanno ancora inventate!” Allora il maestro disse: “E’ vero… sono acquerelli!” Ma il ninja disse: “Maestro… ma così mi si colorano tutte le tute da ninja!!” Allora il maestro disse: “Allora sono schizzi a matita!” E il ninja disse: “Maestro… incomincio a sospettare che tu non mi voglia qui!!” Allora il maestro disse: “Noooooooooooooooooo!!! Ma come ti vengono certe ideeeeeeee?!?!?!?” E il ninja disse: “Lo sapevo che non era possibile maestroooo!!!! Grazie per tutti gli insegnamenti! Ci vediamo presto!” Allora il maestro disse: “Non troppo presto possibilmente!” E il ninja rispose: “Maestro!!! Come sei gentile… non vuoi che mi preoccupi del fatto che tu ti preoccupi per la mia preoccupazione per il fatto che al villaggio sentirete la mia mancanza!!!” Allora il maestro disse: “Ohibò!” E poi il ninja disse: “Ma maestro… scusa… che ci stiamo salutando a fare… tu devi accompagnarmi alla stazione!” E il maestro rispose: “Ma io non ho tempo… devo costruire un muro luuuuuuuuuuungoooooooo luuuuuuuuuuungooo!” E il ninja rispose: “Ehm… maestro quante volte te lo devo dire che l’hanno già fatto i cinesi?!” E il maestro disse: “Ohibò! Pigliati la metro!” Ma la metro non era stata inventata…e così il maestro fu costretto ad accompagnare il ninja solitario alla stazione… che non era ancora stata inventata! Anche perchè senza treni… non so proprio cosa potesse arrivarci lì!

Ma ci arrivarono Maestro e ninja solitario… voi direte… ma dove sono arrivati!? E io vi dirò: loro proprio non lo so! Io oggi per una strana “Legge del Karma!” sono arrivata alla stazione Termini! E forse che sì forse che no… c’era in stazione uno strano tipo… con l’armatura da kendoka-sensei addosso… e seguendo le traccie del maestro e del ninja solitario… segnalate da una strana striscia gialla che è a terra… abbiamo letto una strana scritta sul tabellone degli orari che diceva: “Io torno al villaggio perchè non sono un ninja! Sono un koken!!!” Chissà, nell’antica lingua del villaggio del periodo Edo, che cosa significava?! 😀

Il sommo maestro Antonio-san e il sommo bernoccolo della somma saggezza!

Benvenuti amici al secondo post richiesto grazie al JukeboxUnaParola! La richiesta è di Antonio… Antonio dedica questo post: “A tutti i Padawan!”

Il titolo del post richiesto, con tanto contegno nel commento di Antonio… è:

Il sommo Antonio-san e il sommo bernoccolo della somma saggezza!

Nel periodo Edo… tra i villaggi del periodo Edo… le comunicazioni erano veloci e non esistevano ritardi… anche perchè andavano tutti a piedi… proprio al massimo in groppa a un muletto! Nel famoso… beh insomma… nel quasi famoso… beh insomma… nel più o meno noto… beh non direi… insomma in uno sconosciuto villaggio del periodo Edo noto a tutti come “A quel paese” il sommo maestro Antonio-san… famoso, lui sì, per la sua abilità nelle arti marziali segrete… così segrete che questo sarà il decimo post che ci scriviamo sopra… dicevamo… ah sì… il sommo maestro Antonio-san aveva pronto il sommo fagotto con tutte le sue cose per partire per un viaggio di meditazione e riflessione. Tutto il villaggio aveva pronti i fazzoletti per fare la solita scenetta della gente che saluta con il fazzoletto… e si commuove a tratti… tutto per salutare come si deve Antonio-san… c’era anche la Banda!!!

Antonio-san con sguardo serio guardò i suoi concittadini… i suoi allievi che si davano pugni nelle costole per contenere la content… ehm… il dispiacere… vide la banda e sbottò: “Ohibò! E vi dico ‘ohibò’ perchè sono sempre un maestro molto zen… Ma siete contenti che io vada via!?” Tutto il villaggio del periodo Edo, noto a tutti come “A quel paese” inorridì e Taglia, uno degli allievi prediletti del maestro… scostò di lato i suoi capelli luuunghiii luuuunghiii e disse: “No, maestro… non importa che appena tu sia partito ci daremo ai bagordi più sfrenati… credimi, sono sincero quando ti dico che durante la tua assenza saremo tutti affranti!!!” E il maestro rispose: “Ohibò!” Quasi quasi il maestro sarebbe rimasto volentieri a casa… ma se l’avesse fatto non ci sarebbe stato questo post e quindi diciamo che se l’era bevuta e stava per partire… quando da un albero zombettò con un valiggione 4X4 sulle sue spalle… il ninja solitario! Il ninja solitario disse: “Maestro! Sono pronto… partiamo!” E il maestro disse: “Ohibò! E dico sempre ohibò sempre per quella questione dell’essere zen, ma io a te, ninja solitario proprio non ti sopporto!” E il ninja solitario disse: “Non temere maestro… mi porto io!” E tutti gli abitanti del villaggio esclamarono: “Ohibò!” perchè tutto il villaggio era molto zen! Vedendo la scena… Psicosi… il più giovane degli allievi del sommo maestro disse: “Anch’ioooooo!!! Non è giusto voglio venire anch’ioooo!!!” Ma il maestro disse: “No… non verrà nessuno di voi con me… perchè questo è un viaggio da fare da soli… io torno nella mia terra natale per meditare!” E qualcuno dalla folla disse: “Ma Natale è già passato maestro!!!” E il maestro con somma pazienza disse: “Natale nel senso che ci sono nato… non della festa!” E il ninja solitario chiese: “Ma come maestro?! Non sei di ‘A quel paese’? E come sei arrivato fin qui… no perchè so che a me mi ci hanno mandato… qui… ‘A quel paese’… ma tu!?” E il maestro disse: “Ohibò… questo verrà detto in un altro post!” Nessuno capì cosa fosse il “post” ma tutti ebbero fiducia delle doti di preveggenza di Antonio-sensei!

Fu così che Antonio-sensei partì… salutando tutti e facendo ciao ciao con la mano… e appena fu giunto alla prima curva… incominciò a correre per paura che un qualche ninja solitario che soffriva di solitudine… chissà chi era… lo seguisse!

Passarono vari giorni… e alla fine Antonio-san arrivò al suo paese natio, villaggio del periodo Edo noto a tutti con il nome di: “Ma che CiTrullo!” chiamato così per l’ampia quantità di CiTrulli… le abitazioni tipiche di quella regione, nel periodo Edo. Tutto il villaggio “Ma che CiTrullo” era in festa per l’arrivo di Antonio-san… perchè era un po’ come una personalità! Era tanto famoso che dovette rendere visita a tutti i CiTrulli del posto… nel senso sempre di case… e ai rispettivi abitanti!

Ma la visita più importante… fu quella al suo vecchio maestro… il Sensei-sensei! Che era un Sensei… che si chiamava Sensei… ma tutti per non confondersi lo chiamavano Antonio-sensei… pure a lui! A volte lo chiamavano Sensei-Sr!

Antonio-sensei si avvicinò a Sensei-Sr. e disse: “Maestro!!!” E Sensei-Sr. disse: “Maestroooo!!!!” E Antonio sensei rispose: “Maestroooo!!!” E Sensei-Sr. disse: “Maestrooo!!!” E un passante disse: “Ma insomma… vabbè che con il copia e incolla si fa presto… ma ora basta!!!”

Allora Antonio-san esclamò: “Ohibò!” E Sensei-Sr. esclamò: “Sorbole!” Perchè lui era zen così! Si abbracciarono e Sensei-Sr. disse: “Sorbole… ma mio allievo prediletto… come è andato il viaggio?!” E Antonio-san rispose: “Ohibò… Mi ci vuole un pediluvio!” E il Sensei-Sr. rispose: “Sorbole! Mio allievo prediletto… ma perchè dopo il sommo pediluvio non vieni a fare una lezioncina con i miei allievi migliori… tutti aspiranti sensei! Saranno onorati di vedere quello che è tuttora il mio allievo migliore!!!” E il sommo Antonio-san con le lacrime agli occhi rispose: “Ohibò Maestro… mi pesti un piede!!” E il Sensei-Sr. rispose: “Sorbole!” Allora Antonio-sensei disse: “Bene maestro… facciamo vedere a questi pivelli cosa sa fare un vero sensei!” E il sensei-Sr. rispose: “Sorbole vuoi forse dire che io non sono un vero sensei?!” E con queste parole… i due cominciarono a darsele di santa ragione… ma colmi di rispetto perchè erano 2 sensei! Tutti i passanti passavano di là e non dicevano “Che bella la casetta in Canadà!” Ma dicevano: “Tra sensei ci si saluta così!”

Ore dopo i due sensei… una volta finiti i saluti e i convenevoli tra di loro… si ritrovarono alla Palestra del Sensei-Sr. Tutti gli allievi ninja del Sensei-Sr. tremarono a vedere il loro Sensei accompagnato da quell’altro sensei… anche perchè si erano fatti certi occhi neri che sembravano due orsetti lavatori!

Pochi minuti… iniziarono gli allenamenti… e visto che tutti gli allievi del Sensei-Sr. erano un po’ irruenti… si lanciarono contemporaneamente addosso ad Antonio-san… che cacciò dalla manica del suo kimono uno strano arnese che al suono di “CLICK!” accecò tutti quanti…  Tutti restarono esterefatti… anche Sensei-Sr. che disse: “Sorbole… sei diventato bravo… Sorbole mi è venuta sete!” E Antonio-sensei cacciò dal suo kimono la famosa tazza di cha… e il Sensei-Sr. disse: “Sorbole ma allora sei Silvan!”

Tutti bevevano… e brindavano in onore di Antonio-san… quando dall’ombra… anche se era sotto a un neon… ma i neon nel periodo Edo non erano stati ancora inventati quindi era all’ombra comunque… dicevamo?! Ah sì… quando dall’ombra un temibile shinobi si avvicinò in silenzio quatto quatto urlando a squarciagola: “BAAAANZAAAAIII!” si avvicinò ad Antonio-san… dandogli una KATANATA pazzesca in testa!!! Tutti gli allievi allora si misero in posizione di combattimento… ma lo shinobi, molto furbo, disse: “Non l’ho fatto volontariamente parola mia!” Loro gli credetterò e lui diede Katanate in testa a tutti loro… poi Antonio-san si risvegliò… e disse allo Shinobi… “Ohibò… combatti!” E lo Shinobi disse: “Non l’ho fatto apposta!” E Antono-san disse: “Ohibò! Ti credo!” E lui gli diede un’altra katanata in testa… si risvegliarono gli allievi… e così per una decina di Katanate a cranio (letteralmente!)

Intanto Sensei-Sr. si spazzolava tutti i biscotti che Antonio-sensei aveva servito con il cha… ma Antonio-sensei all’ennesima Katanata… e al rispettivo risveglio disse allo shinobi: “Ohibò… non ti credo più! Ho così tanti bernoccoli che sembro un cervo! Ma il tredicesimo bernoccolo è stato la tua sconfitta…” “Il tredicesimo?!” rispose… sconvolto lo shinobi… che non credeva alla sagacia di Antonio-san…nessuno infatti si era mai accorto della sua tecnica fino alla novantesima katanata… “Sì – rispose Antonio-san – perchè il tredicesimo bernoccolo… è il SOMMO BERNOCCOLO DELLA SAGGEZZA!!! WATAH!” E con lo Watah… che voi non vi potete rendere conto ma era una testata stratosferica data nello stomaco dello shinobi… testata data proprio con il sommo bernoccolo della somma saggezza… Antonio-sensei sconfisse il temibile shinobi… le cui ultime parole furono: “Non l’ho fatto apposta!!!”

Finita questa terribile battaglia… Antonio-sensei si girò verso il Sensei-Sr. e quest’ultimo disse: “Sorbole! Proprio buono questo dolcetto!” E Antonio-san disse: “Ohibò! Ma Sensei-Sr.?! Come hai fatto a sopravvivere alle katanate pazzesche del temibile shinobi!? Sembra che non ti abbia proprio toccato!?” E il Sensei-Sr. rispose: “Sorbole… è vero… ma vedi… il temibile shinobi combatte solo con i ninja… e io sono un KOKEN!”

Cronache dell’epoca riportano l’incidente come “il tentato omicidio del Sensei-Sr. per mano di Antonio-San!” ma era tentato… e quindi poche ore dopo Antonio-san era già in viaggio verso casa… stava anche lui tornando “A quel paese!”

Grande giubilo fu in tutto il villaggio al suo arrivo… nascosero tutte le bottiglie di Sake vuote sotto i tavolini… e festeggiarono il ritorno del sommo Sensei… finchè… il ninja solitario non disse: “Maestro… ma che hai sulla fronte!?!” E Taglia-san, che durante l’assenza del maestro aveva perso tutti quei suoi capelli luuunghii luuunghi, disse: “Toh… Maestro mi sembrate un unicorno!” Arrivò Psicosi e disse: “Ho fame!” Arrivò Aquilotto-san e disse: “Aiuto un ricettario mi insegue!” E il maestro Antonio-san, che era stanco e per questo non aveva voglia di essere molto zen, rispose: “Watah!” Atterrando tutti i suoi allievi… ma non li uccise… perchè l’aveva detto con il minuscolo questa volta… quindi li atterrò tutti… tranne il ninja solitario… che guardò i suoi compagni di battaglia e disse: “Uffaaa!!! La volevo anch’io la camomillaaaaa!!!” E il sommo maestro Antonio-san disse: “Non è camomilla… è l’effetto della somma capocciata con il sommo bernoccolo della somma saggezza! E’ capace di abbattere tutti i ninja…anche quelli più saggi… E con te… come al solito… non ha funzionato!!!” E il ninja solitario rispose: “Per forza… non sono un ninja… sono un koken!”

Feste e burrate esplosive al villaggio del periodo Edo noto a tutti come “A quel paese!”

C’era una volta un koken… sì sempre lui!!! Che credeva di essere un ninja… ma sospettiamo che infondo infondo qualche sospetto sulla sua vera identità di koken l’avesse…

C’era una volta un sensei… dal nome Antonio-san… che quando comprese quale fosse la vera identità del suo allievo prediletto… in maniera molto zen gli promise di spaccargli tutte le articolazioni e usarle per giocare a Shangai… perchè si sa… lo Shangai è un gioco molto ZEN!

C’era una volta un villaggio del periodo Edo… chiamato “A quel paese”

C’erano anche gli abitanti del villaggio… tutte persone che avevano saputo sin dalla più tenera età cosa significasse… essere mandati “A quel paese”!

Tra gli abitanti c’era Tagliuzzo-san… quello con i capelli luuunghii luuunghiii…

C’era Aquilotto-san nonostante nell’ultimo periodo… dopo una serie di minacce di essere messo allo spiedo volesse abbandonare il villaggio… mandando le commentatri…ehm… le abitanti festaiole del villaggio in crisi mistica!

C’era Psicosi-san… lo psicotico del villaggio… uno dei cari allievi del maestro Antonio-san!

Ci fu… un giorno il compleanno di Psicosi-san! Tutto il dojo Nndo dojo cojo… che  era la scuola di arti marziali supermegasegrete di Antonio-sensei era in subbuglio… volevano far la festa a Psicosi-san!

E così il ninja solitario (che era il koken) riammesso sebbene con un certo rammarico da Antonio-sensei alla scuola dopo la terribile battaglia contro gli shinobi… si autoelesse… rappresentante dei festaglioli… ossia granmaestro di cerimonie… ma Antonio-sensei gli diede una cosiddetta “carocchia in testa”… segno di affetto tra sempai e allievo del periodo Edo… e il ninja solitario si dimise…

Taglia-san era addetto agli addobbi… attaccò ciocche dei sui capelli luuunghii luuunghiii al soffitto… ne attaccò così tante… che alla fine non gli rimase un capello in testa! Ma era tutto bellissimo!

Aquilotto-san fu addetto al reparto polli allo spiedo… ma preso inspiegabilmente da affetto nei confronti dei polletti… decise di salvarli… e di sposarne uno! Giubilo fu in tutto il villaggio… del periodo Edo chiamato da tutti A quel paese! Meno giubilo fu quando compresero che ciò comportava il digiuno!

MA! Ma… l’eminentissimo Antonio-sensei disse ai suoi conpaesani: “Non temete… per farvi rifocillare ricorrerò alle mie ricette segrete!” E il ninja solitario rispose: “RIFUCILARE! Perchè maestro… quando li abbiamo fucilati la prima volta?!!” Antonio-sensei scosse la testa e disse: “NO!!!! Rifocillare… nel senso di nutrirli! E per farlo ricorrerò alle ricette segrete del mio ricettario segreto lasciatomi in eredità dalla mia zia segreta… maestra segreta di arti marziali segrete!” Taglia-san chiese: “Quella degli struffoli?!” E quando il maestro annui… tutti pensarono di portarsi un panino da casa… ma poi Antonio-san, abile nell’arte della lettura del pensiero… o forse abile nel leggere gli inviti stampati per l’occasione che recitavano: “Cucina Antonio-san… venite mangiati” Si alterò…  e disse: “Ohibò!” Se non altro perchè “Ohibò” era un modo molto zen di alterarsi! Comunque disse: “Ohibò… non m’ingrullivo tanto da quando i cinesi mi rubarono l’idea del muro luuungooo luungooo!” E Aquilotto-san rispose… “Maestro… com’è che sei diventato Toscano?!” Ma nessuno sapeva il perchè! Neanche il sensei… e così… il ninja solitario disse: “Non temere maestro… ti aiuterò io! Andrò ovunque finchè non troverò la cura!!” E se ne andò saltellando… lasciano agli altri l’onere di fare la festa a Psicosi-san!

Antonio-sensei… comunque… dopo aver tolto il gas… che non esisteva… a tutti gli abitanti di A quel paese… si mise al lavoro!!! Strani rumori provenivano dalla cucina… intanto tutti dai paesi vicini… accorrevano per la grande festa da fare a Psicosi-san! Dal paese di Giocolandia… arrivò 1,2,3,Stella-san… da Napolo-landia… ehm… CieloSanLiberoSan! Non si sa da dove perchè era sempre in giro, con la valigia… Marina-sensei… maestra dell’arte del fare la valigia! Da Voto-landia… Euclide-sensei… maestra del voto e della penna rossa… che portò con se Riccardo-sensei… e tanti altri sensei! Insomma arrivarono tutti i capi dei paesi vicini… tutti paesi della regione BlogrolloLANDIA! Pure Clavida-san… che non aveva NienteDiMeglioDaFare!

E alla fine arrivò lui… il festeggiato… Psicosi-san… tutti gli si fecero attorno… per congratularsi e dirgli… “Vogliamo farti la festa!!” E lui sinceramente voleva rifiutare… ma tutti insistevano… e lui continuava a rifiutare… ma tutti insistevano: “NOI DOBBIAMO FARTI LA FESTA!” E Psicosi-san chiese: “Si può sapere ora che ho fatto!!!” Compreso l’equivoco Antonio-sensei si avvicinò al suo allievo e disse: “No Psicosi… io e i tuoi sempai vogliamo festeggiare il tuo compleanno!” E Psicosi-san  rispose: “Ah beh… spero che ci siano dei regali!” Antonio-san rispose: “Ehm… no… ma c’è da mangiare!”E Psicosi-san rispose… “aH BEH… Spero che ci sia del polletto ruspante… ne sono ghiotto!” Antonio-san rispose: “Ehm no… anzi ci devi 100 monete per il regalo di nozze ad Aquilotto-san che ha trovato la sua anima gemella mentre  preparava lo spiedo!” Psicosi guardò di traverso il maestro e disse: “Scusa maestro… ma che cavolo di festa è!?” Antonio-san rispose: “Ma ci sono gli addobbi… guarda! Tutto merito di Taglia-san… lo vedi! E’ commosso!” Ma Taglia-san disse: “Non sono commosso… è che non capisco perchè ci devo rimettere sempre io i capelli!” Antonio-san continuò… “E poi ci sono i piatti segreti del ricettario segreto della zia segreta…” Psicosi-san rispose “Allora si mangia!!!!”

E tra balli e canti tutti incominciarono a fare la festa a Psicosi… ehm… volevo dire… a festeggiare Psicosi-san! Finchè… finchè… Antonio-san non portò il piatto forte… la più segreta delle ricette… e disse: “In onore del mio giovane allievo! LA BURRATA!!!” Ma quando incominciò a tagliarla… ci fu una grande esplosione!!! Che distrusse tutto il villaggio del periodo Edo chiamato A quel paese! Allora il maestro disse: “OPS! Devo aver sbagliato ricettario… invece di quello di cucina ho preso il ricettario del perfetto Ninja Bombarolo!”

GRANDE GIUBILO ci fu nel villaggio… perchè anche se era tutto distrutto ora avevano la scusa per non mangiare i famosi manicaretti di Antonio-sensei! E proprio in quel frangente… arrivò il ninja solitario che senza curarsi dello sfacelo generale disse: “Qui si gozzoviglia!!! Vedo che la festa è nel vivo… bravi… bravi… io intanto non mi ricordo che ero andato a fare… ma mi son trovato fuori e ho comprato una torta al caffè per il festeggiato!”

Tutti gli abitanti del villaggio esultarono… ma Psicosi disse: “Non farlo sentire ad Antonio-sensei… sai che a noi ninja è vietato comprare torte al caffè!!!” E il ninja solitario rispose: “Non temere… tanto io sono un KOKEN!”

P.S. Questo post è stato partorito dalla mia mente malata per fare gli auguri al giovanissimo Psicosi di un buon compleanno! 😉 E per chi si fosse perso le prime tre puntate della saga del Koken le trova qui!

Le mirabolanti tazze di Cha di Antonio-sensei!

Era una notte buia e tempestosa nel Villaggio del periodo Edo chiamato “A quel paese”… macchè dico notte buia e tempestosa… era una notte di luna piena… anzi no… era un giorno di luna piena… ah già questo era impossibile… era pomeriggio… era tardo pomeriggio… non così tardo però… diciamo che erano le 5 di pomeriggio… ecco!

Erano le 5 del pomeriggio… quando il Villaggio del periodo Edo, chiamato “A quel paese” fu sconvolto da un rumore pazzesco! Un rumore che ricordava, vagamente, un frusc frusc… ma molto più forte! Tutto il villaggio accorse… poi si ricordò che non sapevano dove accorrere… e così decisero di accorrere dal saggio del villaggio… il maestro Antonio-san! (quello originale! Con il simboletto del copyright stampato con l’uniposca sulla fronte!)

Arrivati alla catapecchi…ehm… volevo dire… arrivati alla casa di Antonio-sensei si accorsero che il frusc frusc veniva da lì! Aprirono le porte… ma che dico… siamo in un villaggio del periodo Edo… sfondarono le porte con un calcio volante… tanto erano fatte di carta… e si ritrovarono Antonio-sensei che con mano tremante emetteva il famigerato “frusc frusc”… sbattendo con una specie di frullino in una tazzina…

Uno degli abitanti del Villaggio di “A quel paese”, chiamato da tutti Taglia… per la sua abilità con la spada, si avvicinò al maestro e disse: “Maestro… ma che fai!?”

Antonio-sensei rispose: “Il tè!” Al che Taglia scosse la testa… il maestro da quando il suo migliore allievo l’aveva tradito rivelandogli di essere un koken non ci stava più tanto con la testa… e aggiunse: “No Maestro… quella è una frittata! Perchè non ci metti del parmiggiano?!”

Antonio-sensei scosse la testa e negò: “Non è una frittata! E’ tè… o dovrei dire Cha!”

Un altro cittadino del villaggio chiamato da tutti “Psicosi-san” non si era capito ancora perchè… aggiunse: “No maestro… No Taglia… quello non è tè, non è una frittata… è bechamel… la conosco io!”

Ma Antonio-sensei scosse ancora la testa… gli abitanti iniziavano anche a credere che avesse un tic… ma poi lui aggiunse: “NON E’ UN TIC! Siete voi che mi fate innervosire… questo è tè!”

Taglia sconvolto per la perdita di capacità intellettiva del maestro tirò fuori dai SUOI LUNGHI CAPELLI… una moneta… e disse: “Dormirai quando lo dirò io!” E il maestro si addormentò…

100 anni dopo arrivò il principe azzurro su un cavallo bianco e disse: “Dov’è la bella addormentata!” Taglia e Psicosi indicarono Antonio-sensei… il principe azzurro disse: “Ho cambiato idea… dov’è Biancaneve!?” Taglia e Psicosi indicarono Antonio-sensei… il principe disse: “Cerco la fanciulla che ha perso la scarpetta di cristallo!?” Taglia e Psicosi indicarono Antonio-sensei… il principe disse: “Ho capito mi dimetto da principe!” Taglia e Psicosi fecero spalluccie mentre il principe galoppava via!

Passarono altri 100 anni… e poi fu inventata la sveglia… e Antonio-sensei si risvegliò e prima che Taglia potesse cacciare un’altra moneta da quei suoi LUNGHI CAPELLIII! Alzò una mano e disse: “Questa specie di frullino si chiama Chasen… e serve per la Mirabolante Cerimonia del tè! Tecnica Zen tramandata di generazione in generazione!”

Grande giubilo fu in tutto il Villaggio del Periodo Edo chiamato da tutti “A quel paese”… tutti esultavano e dicevano: “Viva Antonio-sensei… ora ci insegnerà la tecnica della cerimonia del tè!” Ma Antonio-sensei interruppe i festeggiamenti e disse: “Chi caspita vi ha detto una cosa del genere! Mica mi siete parenti voi! E poi se sono nel bel mezzo di una cerimonia zen è perchè mi sono svegliato con la luna di traverso!” Grande tristezza fu nel Villaggio… poi però Antonio-sensei disse “Suvvia non posso insegnarvi quest’arte segreta… ma una tazza di cha non si offre a nessuno!”

Psicosi-San disse: “No grazie non ballo… soprattutto non ballo il ChaChaCHA”

Antonio-sensei con grande pazienza scosse la testa e disse: “Il Cha è il tè!” e mentre diceva queste parole cacciò magicamente dalle maniche del suo kimono due tazze di Cha… Taglia disse: “Mica male… Io so cacciare le monete dai capelli!!” Arrivò un nuovo cittadino del paese del periodo Edo, chiamato Aquilotto-san… e disse: “Beh… e allora? Io so collegare i fili dei modem senza fili!” Ma il modem non era stato ancora inventato… e quindi fu preso per pazzo… e messo allo spiedo perchè era giunta l’ora di cena!

Psicosi-san commentò: “Buono questo polletto ruspante!!” E Aquilotto-san rispose: “Non sono un polletto!” Psicosi-san urlò: “PARLA!!!” E  Antonio-san commentò: “Deve essere cinese… ah questi cinesi prima si fregano l’idea del muro luungooo luungooo… e poi fanno i polli che parlano!” Taglia arrivò di corsa… urlando… “Fermi ha l’aviaria!!” E Antonio-san commentò: “Qui ci vuole del Cha” E cacciò altre due tazze dalle maniche tra lo stupore generale!…

Tutto il villaggio Edo si ritirò per la notte… ma dei terribili Shinobi (proprio quel film non lo dovevo vedere!) si avvicinarono per vendicarsi di Antonio-sensei che si era fregato le tazzine in cui faceva il Cha! All’alba gli Shinobi attaccarono… cadderò in molti… Taglia perse i capelli… Psicosi perse la ragione… lo spirito dell’Aquilotto si disperava… e il maestro combatteva… lanciando tazze di Cha in maniera molto Zen in fronte ai nemici!

Ma Antonio-san era solo! Quando dalla foresta… saltellando saltellando… arrivò il nostro amico… il koken che credeva di essere un ninja… che vide il maestro e urlò: “MAESTROOO! Ti credevo morto…” Antonio-san fece uno scongiuro e poi disse al suo ex-allievo… “Vai via! TU hai tradito la mia fiducia… io ti ho rivelato tutte le mie tecniche segrete… e tu… e tu… sei stato la vergogna della mia palestra di arti marziali” Il ninja solitario rispose… “Ah già… la palestra… ci stavo giusto andando per smaltire tutti quegli struffoli! Ma devo essermi perso! Strano! Noi ninja abbiamo un senso dell’orientamento sopraffino!”

E il maestro rispose: “Via! VA VIA!” Il ninja solitario si girò per andarsene… e vide gli Shinobi… al che disse: “Grazie maestro! So che volevi cacciarmi per difendermi ma non temere… in passato ho già affrontato gli shinobi…”

Antonio-sensei puntualizzò: “Veramente ti cacciavo perchè non mi stai proprio simpatico… sei peggio dei cinesi… che si sono appropriati della mia idea dell’esercito di pietra! Ma non posso credere che tu… abbia sconfitto gli shinobi!”

Il ninja solitario allora a testa alta disse: “Te lo dimosterò maestro…e sarai fiero di me!” E detto questo il ninja solitario iniziò lo scontro con gli shinobi… il ninja combatteva e Antonio-sensei lanciò in direzione della battaglia il temibilissimo Kama… ossia il bollitore… e 3 shinobi furono colpiti e morirono… il ninja combatteva e Antonio-sensei lanciò in direzione della battaglia il pienissimo Higashibon… ossia un vassoio… altri 5 shinobi stramazzarono al suolo… il ninja combatteva e Antonio-sensei il ninja combatteva e Antonio-sensei lanciò in direzione della battaglia il bollentissimo Furo… ossia il braciere… altri 8 ninja morirono in preda alle fiamme… il ninja combatteva e Antonio-sensei il ninja combatteva e Antonio-sensei lanciò in direzione della battaglia moltissimi Kaishi… ossia dei fazzoletti di carta… il ninja ne prese uno… e disse… “Grazie ero raffreddato!” Il ninja Starnutì… e per i microbi tutti gli shinobi restanti stramazzarono al suolo! Il ninja si avvicinò al maestro e disse: “Grazie maestro! Per l’aiuto!” E Antonio-sensei rispose: “Veramente cercavo di cogliere te!” Il ninja solitario che quando era raffreddato perdeva anche parte dell’udito rispose: “Ah già il tè ne vorrei una tazza!” Antonio-san gli porse una tazza cacciata dalla manica e il ninja solitario rispose: “Quant’è?” Antonio-san rispose: “Una moneta grazie!” Al sentire nominare la moneta Taglia si avvicinò e estrasse da dietro l’orecchio… non avendo più quei LUUUNGHI CAPELLIII… una moneta… caddero tutti addormentati per 100 anni… tranne il ninja solitario, e Taglia che gli chiese: “Perchè non ha funzionato?! Funziona sempre anche i più forti tra i ninja cadono in catalessi quando caccio una moneta!”

E il ninja solitario rispose: “Semplice! Non sono un Ninja… SONO UN KOKEN!” E detto questo si allontanò di nuovo nella notte… o forse era giorno ma un po’ nuvolo… comunque si allontanò… anche abbastanza in fretta… perchè tra un po’ gli scadeva l’abbonamento per la palestra!