Natale con i tuoi… Pasqua … beh… pure!

Buondì a tuttiiii … scusate il ritardo… ma d’altronde se non mi facessi aspettare che razza di Godot sarei?! :mrgreen:

E quindi eccoci qua di ritorno… eccoCi non perchè in comitiva ma perchè reduce dalla Pasqua, passata in compagnia, mi è difficile tornare a parlare al singolare. Beh… scusate il ritardo (e sono due) ma tanti auguri di Buona Pasqua a tutti voi vicini e amici di Blog!

Che avete fatto? Io sono stata assaltata dai parenti … perchè come dice il noto detto “Natale con i tuoi… Pasqua Pure!” :mrgreen:

Eh lo so… qualcuno dirà “No non era così. Non confonderci i proverbi!!” Ma nella mia famiglia è sempre così! E lo stesso si dica per Ferragosto…

In qualche modo mi trovo sempre accerchiata… cerco di svincolarmi… ma appena metto piede fuori dalla porta ecco che mi squilla il telefono e:

“Godot sono ZIA. Avverti mamma che siamo lì domani per pranzo? Vengono anche le tue cugine… e i tuoi cugini… tu ci sei verooooo?!”

😯

E io penso: “Ok… sono 8… più noi 5 (inclusa la moglie di mio fratello) …. siamo 13!! Porta male… quasi quasi mi chiamo fuori….” ma ecco che il telefono squilla di nuovo e:

“Godot sono tuo ZIO avverti tuo padre che io e la mia modesta famigliola accettiamo l’invito e veniamo da voi domani!”

😯

OK! Siamo diventati all’improvviso 16!  Non porta male… non posso più giocarmi questa carta… comunque chiedo allo ZIO perchè non avverte lui mio padre e lui: “Perchè l’ultima volta che ho avvertito lui quasi rimanevo senza pranzo visto che non l’ha detto a nessuno!” Ehm… effettivamente capitò proprio a Ferragosto. ZIO aveva avvertito mio padre che ci avrebbe raggiunto al mare per la giornata… mio padre non lo disse … e GIUSTAMENTE … tutti noi altri eravamo andati nel paesino vicino a cena… senza sapere che mio ZIO ci aspettava fuori alla casetta marina! ^_^

Eh vabbè… 16 avverto mia madre che era in casa… al telefono… motivo per cui la ZIA non aveva avvertito lei… e visto che stavo andando a fare la spesa chiedo “Raddoppio?” e lei “NO triplica… siamo 24!” 😯 “Vengono i cugini dalla Toscana… dobbiamo sfamarli!” 😯

OK! Vado a fare la spesa… e all’improvviso uno squillo… ci mancava solo che il tipo del banco dei formaggi urlasse: “Attentaaaa non rispondere a quel telefonooooo!!! Nooooooooooooooo!!! Stai attentaaaaaaaaaaaaaaa! Saranno altri ospitiiii non rispondereeeeeeeeeeeee!!!”

E infatti… era mia madre che aggiunge secca un “Più quattro… ma per sicurezza Raddoppia ancora tutto… e non se ne parli più!”

… e così ho fatto. Tornando a casa praticamente stracarica di buste… oltre che il bagagliaio e il retro le buste erano anche sul sediolino passeggeri! ^_^

E oltre ciò ovviamente io e mia madre abbiamo dovuto impastare tortani salati, casatielli dolci e pastiere di ogni tipo da smistare ai parenti… e a qualche amico che poi è venuto a farci gli auguri in questi giorni… ecco qua… l’ultima pastiera della tornata…

… non so neanche quante ne abbiamo fatte… so solo che quando siamo arrivate a questa io mi sono lanciata sul divano e ho detto: “Basta non ce la faccioooo piùùùù… ma nessuno ha deciso di mettersi a dieta questa Pasqua!!!” Mia madre accasciata sul tavolo ha detto: “NO! Maledettiiiii!!!” Io avrei voluto aggiungere: “La pesteeee alle loro famiglie…” ma poi mi sono ricordata che eravamo NOI la famiglia… e quindi ho evitato! ^_^

Finito tutto e ripulito tutto… con mia madre e io che sembravamo aver ballato il TUCATUCA con 2 panettieri date le manate di farina ovunque… non è finita mica lì… ci siamo preparate per l’assalto dei parenti… con bimbette di 2 anni che urlavano abbracciandomi:

“AMICA MIAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA… NOOIII CI VOGLIAMO BENEEEEE!!!”

E bimbetti di 4 che chiedevano: “Quandoooo apriamoooo l’UOVOOOOOOOOOOOOO!!! ME L’HAI COMPRATOOOO L’uOVooooooo!!!”

E così via… già! 😥

Storia di un polletto e di un aquilotto! In poche parole un ricettario!

Benvenuti gente a questa tarda sesta puntata del Jukebox!!! Questa sera… quasi notte… la richiesta è stata estorta all’aquilotto dei nostri sogni!!! Che aveva chiesto tutt’altro… ma che noi accontentiamo sempre a modo nostro!!! La sua dedica è: “Ma io non avevo chiesto questo poooooostttt… avevo chiesto di giarrettiere e simili!!!”

C’era una volta… un polletto… che visto che veniva preso in giro da tutti i fratelli polletti decise che da grande voleva tanto fare l’aquilotto! La mamma polletta… ossia gallina… diceva al polletto: “Polletto non sei un aquilotto… sei solo un po’ scorfano!” Ma il polletto era deciso… e diceva: “Da grande farò l’aquilotto!!!”

Passano gli anni… e in Tv arriva GamberoRossoChannel… passa ancora un po’ di  tempo…e arriva anche la Prova del Cuoco! Il polletto cresceva… e assomigliava in tutto e per tutto all’aquila… “Potere della chirurgia plastica?! Direte voi!” Mmm… sarà… ma il papà polletto e la mamma polletta… ehm no… gallina avevano dei dubbi!!!

Intanto l’aquilotto… perchè aveva pure cambiato nome… era contento di non essere come tutti gli altri polletti… pure perchè erano tutti schiattati ed erano stati cremati su la classica pira funebre di tutti i polletto: LO SPIEDO!!!

Così Aquilotto rimase figlio unico… e quando i cuochi lo vedevano pensavano: “Ah no! Non è un polletto!!! E’ un aquilotto!!” E lo lasciavano stare… finchè… finchè!

Un giorno dal profondo nord… arrivò una cuoca provetta… non nel senso che era nata in provetta ma nel senso che era proprio brava!!! La cuoca si chiamava… Chef Godot!!! Che assieme alla sua fida aiutante StellaAiutoChef decise di rivoluzionare la dieta mediterranea… anche perchè erano tutte e due nordiche assai!!! Così crearono la nuova MEDIETARRANEA!

Qui per noi… alla Prova del Cuoco…le due famose chef… così famose che tutti quelli dei banconi surgelati le conoscono in quanto… vanno sempre a rifornirsi da loro… le due famose chef… presentano il loro nuovo ricettario:

365 modi per cucinare un polletto e altrettanti modi per impiattare un aquilotto!

Eccovi qui un estratto!

L’aquilotto… va cotto a fuoco lento… se il fuoco non è lento… allora va cotto a fuoco vivo… se il fuoco non è vivo… vabbè!!! Avete capito! La mia aiutante Stella… che non ha ancora scelto un argomento… vabbè tenterà alla prossima edizione del Jukebox… ha fatto un’arte dello scegliere l’aquilotto giusto! L’aquilotto deve essere irritabile… assenteista… e soprattutto deve adorare i Pigiama Party! Non importa che si lamenti e dica che non è così! Stella sa quando l’aquilotto ama i Pigiama Party a prescindere da quello che dice lui!

Ma come fare per impiattare l’aquilotto!? Diciamo la verità… l’aquilotto s’impiatta da solo. Il difficile è convincerlo!

Eccovi i metodi più semplici e casalinghi!

1) Dirgli che il piatto è un divano e che alla tv ci sono le repliche di “tutti pazzi per amore”!

2) Dirgli che il piatto è insonorizzato… quindi stesosi sopra non sentirà il “Pepppeppèppèpeèppèeppe!” dei trenini samba organizzati dalle due chef!

3) Dirgli che il piatto non è un piatto da polletto ma da Aquila reale…

4) Dirgli che il piatto è una navicella spaziale… lui non vi crederà… ma pur di smentirvi ci si tufferà a pesce… ehm… ad aquilotto!

5) Dirgli che nel piatto non esistono “d” eufoniche!

Questi sono i 5 modi di impiattare l’aquilotto insegnatici dalle nonne delle nonne delle nonne delle nonne delle nonne delle nostre NON nonne!

Ci sono un mucchio di altri modi per impiattare l’aquilotto ma non ve li dico oppure poi non vi comprate il ricettario!!! Scusate!!! Ma ci avete prese per delle baccalà!? (e quest’espressione è un’altra dimostrazione della nostra nordicità!)

Feste e burrate esplosive al villaggio del periodo Edo noto a tutti come “A quel paese!”

C’era una volta un koken… sì sempre lui!!! Che credeva di essere un ninja… ma sospettiamo che infondo infondo qualche sospetto sulla sua vera identità di koken l’avesse…

C’era una volta un sensei… dal nome Antonio-san… che quando comprese quale fosse la vera identità del suo allievo prediletto… in maniera molto zen gli promise di spaccargli tutte le articolazioni e usarle per giocare a Shangai… perchè si sa… lo Shangai è un gioco molto ZEN!

C’era una volta un villaggio del periodo Edo… chiamato “A quel paese”

C’erano anche gli abitanti del villaggio… tutte persone che avevano saputo sin dalla più tenera età cosa significasse… essere mandati “A quel paese”!

Tra gli abitanti c’era Tagliuzzo-san… quello con i capelli luuunghii luuunghiii…

C’era Aquilotto-san nonostante nell’ultimo periodo… dopo una serie di minacce di essere messo allo spiedo volesse abbandonare il villaggio… mandando le commentatri…ehm… le abitanti festaiole del villaggio in crisi mistica!

C’era Psicosi-san… lo psicotico del villaggio… uno dei cari allievi del maestro Antonio-san!

Ci fu… un giorno il compleanno di Psicosi-san! Tutto il dojo Nndo dojo cojo… che  era la scuola di arti marziali supermegasegrete di Antonio-sensei era in subbuglio… volevano far la festa a Psicosi-san!

E così il ninja solitario (che era il koken) riammesso sebbene con un certo rammarico da Antonio-sensei alla scuola dopo la terribile battaglia contro gli shinobi… si autoelesse… rappresentante dei festaglioli… ossia granmaestro di cerimonie… ma Antonio-sensei gli diede una cosiddetta “carocchia in testa”… segno di affetto tra sempai e allievo del periodo Edo… e il ninja solitario si dimise…

Taglia-san era addetto agli addobbi… attaccò ciocche dei sui capelli luuunghii luuunghiii al soffitto… ne attaccò così tante… che alla fine non gli rimase un capello in testa! Ma era tutto bellissimo!

Aquilotto-san fu addetto al reparto polli allo spiedo… ma preso inspiegabilmente da affetto nei confronti dei polletti… decise di salvarli… e di sposarne uno! Giubilo fu in tutto il villaggio… del periodo Edo chiamato da tutti A quel paese! Meno giubilo fu quando compresero che ciò comportava il digiuno!

MA! Ma… l’eminentissimo Antonio-sensei disse ai suoi conpaesani: “Non temete… per farvi rifocillare ricorrerò alle mie ricette segrete!” E il ninja solitario rispose: “RIFUCILARE! Perchè maestro… quando li abbiamo fucilati la prima volta?!!” Antonio-sensei scosse la testa e disse: “NO!!!! Rifocillare… nel senso di nutrirli! E per farlo ricorrerò alle ricette segrete del mio ricettario segreto lasciatomi in eredità dalla mia zia segreta… maestra segreta di arti marziali segrete!” Taglia-san chiese: “Quella degli struffoli?!” E quando il maestro annui… tutti pensarono di portarsi un panino da casa… ma poi Antonio-san, abile nell’arte della lettura del pensiero… o forse abile nel leggere gli inviti stampati per l’occasione che recitavano: “Cucina Antonio-san… venite mangiati” Si alterò…  e disse: “Ohibò!” Se non altro perchè “Ohibò” era un modo molto zen di alterarsi! Comunque disse: “Ohibò… non m’ingrullivo tanto da quando i cinesi mi rubarono l’idea del muro luuungooo luungooo!” E Aquilotto-san rispose… “Maestro… com’è che sei diventato Toscano?!” Ma nessuno sapeva il perchè! Neanche il sensei… e così… il ninja solitario disse: “Non temere maestro… ti aiuterò io! Andrò ovunque finchè non troverò la cura!!” E se ne andò saltellando… lasciano agli altri l’onere di fare la festa a Psicosi-san!

Antonio-sensei… comunque… dopo aver tolto il gas… che non esisteva… a tutti gli abitanti di A quel paese… si mise al lavoro!!! Strani rumori provenivano dalla cucina… intanto tutti dai paesi vicini… accorrevano per la grande festa da fare a Psicosi-san! Dal paese di Giocolandia… arrivò 1,2,3,Stella-san… da Napolo-landia… ehm… CieloSanLiberoSan! Non si sa da dove perchè era sempre in giro, con la valigia… Marina-sensei… maestra dell’arte del fare la valigia! Da Voto-landia… Euclide-sensei… maestra del voto e della penna rossa… che portò con se Riccardo-sensei… e tanti altri sensei! Insomma arrivarono tutti i capi dei paesi vicini… tutti paesi della regione BlogrolloLANDIA! Pure Clavida-san… che non aveva NienteDiMeglioDaFare!

E alla fine arrivò lui… il festeggiato… Psicosi-san… tutti gli si fecero attorno… per congratularsi e dirgli… “Vogliamo farti la festa!!” E lui sinceramente voleva rifiutare… ma tutti insistevano… e lui continuava a rifiutare… ma tutti insistevano: “NOI DOBBIAMO FARTI LA FESTA!” E Psicosi-san chiese: “Si può sapere ora che ho fatto!!!” Compreso l’equivoco Antonio-sensei si avvicinò al suo allievo e disse: “No Psicosi… io e i tuoi sempai vogliamo festeggiare il tuo compleanno!” E Psicosi-san  rispose: “Ah beh… spero che ci siano dei regali!” Antonio-san rispose: “Ehm… no… ma c’è da mangiare!”E Psicosi-san rispose… “aH BEH… Spero che ci sia del polletto ruspante… ne sono ghiotto!” Antonio-san rispose: “Ehm no… anzi ci devi 100 monete per il regalo di nozze ad Aquilotto-san che ha trovato la sua anima gemella mentre  preparava lo spiedo!” Psicosi guardò di traverso il maestro e disse: “Scusa maestro… ma che cavolo di festa è!?” Antonio-san rispose: “Ma ci sono gli addobbi… guarda! Tutto merito di Taglia-san… lo vedi! E’ commosso!” Ma Taglia-san disse: “Non sono commosso… è che non capisco perchè ci devo rimettere sempre io i capelli!” Antonio-san continuò… “E poi ci sono i piatti segreti del ricettario segreto della zia segreta…” Psicosi-san rispose “Allora si mangia!!!!”

E tra balli e canti tutti incominciarono a fare la festa a Psicosi… ehm… volevo dire… a festeggiare Psicosi-san! Finchè… finchè… Antonio-san non portò il piatto forte… la più segreta delle ricette… e disse: “In onore del mio giovane allievo! LA BURRATA!!!” Ma quando incominciò a tagliarla… ci fu una grande esplosione!!! Che distrusse tutto il villaggio del periodo Edo chiamato A quel paese! Allora il maestro disse: “OPS! Devo aver sbagliato ricettario… invece di quello di cucina ho preso il ricettario del perfetto Ninja Bombarolo!”

GRANDE GIUBILO ci fu nel villaggio… perchè anche se era tutto distrutto ora avevano la scusa per non mangiare i famosi manicaretti di Antonio-sensei! E proprio in quel frangente… arrivò il ninja solitario che senza curarsi dello sfacelo generale disse: “Qui si gozzoviglia!!! Vedo che la festa è nel vivo… bravi… bravi… io intanto non mi ricordo che ero andato a fare… ma mi son trovato fuori e ho comprato una torta al caffè per il festeggiato!”

Tutti gli abitanti del villaggio esultarono… ma Psicosi disse: “Non farlo sentire ad Antonio-sensei… sai che a noi ninja è vietato comprare torte al caffè!!!” E il ninja solitario rispose: “Non temere… tanto io sono un KOKEN!”

P.S. Questo post è stato partorito dalla mia mente malata per fare gli auguri al giovanissimo Psicosi di un buon compleanno! 😉 E per chi si fosse perso le prime tre puntate della saga del Koken le trova qui!

La battaglia dello struffolo d’acciaio e il koken insanguinato!!!

Ogni mattina un ninja si sveglia e sa che effettivamente lui è un koken non è un ninja!

Ogni mattina un koken si sveglia e sa che dovrà combattere fino all’ultimo struffolo.

Ogni mattia uno sfruffolo si sveglia e sa che dovrà scappare dal koken.

Ogni mattina Godot si sveglia e… spegne la sveglia e si addormenta per altri 5 minuti!

Ogni mattina, dopo i 5 minuti, Godot si RIsveglia… e NON sa con che scleri torturare i poveri malcapitati di passaggio nel blog!

Ogni mattina uno sfruffolo darà un’idea a Godot mentre scappa dal koken!

Ogni mattina… tranne oggi!!! Oggi è il fatidico giorno della “Battaglia dello struffolo!”… ma quando lo struffolo diventa d’acciaio? ALLORA E’ GUERRA!!! Eh già… perchè Antonio (IL circolo dei viaggiatori… l’unico in grado di essere da solo tutto “un circolo”)… mi ha fatto pensare a una strana eventualità… E se i ninja facessero gli struffoli???

Sarebbe un meraviglioso documentario per Piero Angela!!! Il titolo? Quello del post!

La battaglia dello struffolo d’acciaio e il koken insanguinato!

(Musica di Super Quark in sottofondo)

Cari amici andiamo a vedere come si svolgeva nel Periodo Edo la vita del ninja solitario! Il ninja solitario era quel ninja che non solo sapeva fare trucchi con le carte francesi ma era anche quel ninja che era così bravo… ma così bravo da essere mandato a quel paese da tutti i suoi amici ninja non così bravi! A “quel paese” il ninja solitario… incontrò il MAESTRO!!! Il Maestro… meglio noto come Antonio-san… addestrò il ninja solitario nelle arti marziali segrete. Arti marziali così segrete… che ora ci facciamo persino i documentari!!! Il ninja si allenava… diventava più forte… ridipengeva steccati… metteva la cera e toglieva la cera… poi si accorse che rischiava di diventare Karate Kid… e disse al maestro: “SENSEI! Ma che cavolo metto a fare tutti i giorni questa cera che poi si scivola????” Antonio-san annui e disse: “Allora costruiamoci un esercito di pietra!” Il ninja annui… ma poi pensandoci sopra disse: “L’hanno già fatto i cinesi!” Antonio-san annui e disse: “Allora costruiamo un muuroooo luuungooo luuungooo!” Il ninja annui, ma poi disse: “Sensei! Pure quello l’hanno fatto i cinesi” Antonio-san annui e disse: “Che cavolo questi cinesi mi rubano tutte le idee!” E per la disperazione si mise in meditazione a testa in giù sull?Ygdrasil… ma il ninja arrivò e disse: “Ehm.. Sensei… questo l’ha già fatto Wodan-Odino!” Antonio-san chiese: “E’ cinese?” Il ninja rispose di no… e Antonio-san disse: “Non vorrei fare come gli altri tuoi amici e mandarti a quel paese… ma lasciami meditare!”

Il ninja solitario lascio il suo maestro a testa in giù a fotografare… ehm… a meditare… e mentre il maestro meditava… il ninja si allenava!!! Il ninja si allenava e il maestro meditava!!! Poi arrivo L’OBA!!! Ossia la zia di Antonio-sensei! E Antonio-san smise di meditare… per esibirsi nello scatto di flash durante la cerimonia del cha! (Che poi è il tea!) La OBA era contenta… così contenta che svelò al nipote e al suo apprendista ninja una tecnica segreta!!! Eh già… perchè nel periodo Edo le donne giapponesi diventavano tutte maestri d’arti marziali!!! Non vi siete mai visti un film di Kitano o Kurosawa??? NO! Beh allora credetemi… sono o non sono Piero Angela… tutte tutte TUTTE le donne diventavano maestri d’arti marziali!!! La tecnica della OBA era… quella… letale e pericolosissima dello “Struffolo d’acciaio!” Ma non gli spiegò come si usava!

Antonio-san provò dapprima a mangiarli… gli atroci dolori gli fecero capire che non era quello il modo! Poi li lanciò contro il ninja! Questo cadde a terra e rimase a dormire 5 giorni di seguito… quando si sveglio il sensei gli chiese: “Hai fatto di nuovo tardi per locali!?” Il ninja disse: “No sensei… mi hai tirato uno struffolo in testa e sono svenuto!” Fu grande giubilo nella palestra del maestro Antonio-san… la tecnica con cui combattere i nemici era stata trovata! Maestro e allievo si allenarono… e poi decisero di affrontare i nemici… ma il ninja chiese al maestro: “Sensei… ma abbiamo nemici?” Antonio-san rispose: “I cinesi??” Il ninja scosse la testa e disse: “Non possiamo punirli solo perchè sono copioni! E poi in quanto ninja possiamo combattere solo con ninja!” Antonio-san allora con le lacrime agli occhi si voltò verso l’allievo e disse:

“Non c’è altra scelta allora… dobbiamo combattere tra di noi!!!! E vedere chi è il più forte!”

Ma l’allievo scosse la testa… e disse: “Maestro… devo confessarti una cosa… NON SONO UN NINJA SONO UN KOKEN!!!” E il maestro con tutta la sua maestria da maestro zen rispose in maniera molto zen: “E ora con chi cacchio combatto!?” Il ninja fece spallucce perchè non sapeva che dirgli… Antonio-san si incavolò come una biscia e cacciò il suo ormai ex-allievo a struffolate in faccia!!!

Il koken si ripromise di vendicarsi contro gli struffoli… e tornò alla sua professione… quella di fare da servo di scena alle recite dei bambini delle medie…ma la tecnica appresa dal maestro gli tornò utile… struffoli alla mano infatti sconfiggeva tutti gli infami detrattori di cotanta arte scenica!

Beh… che dire… non è proprio così a casa mia quando si fanno gli struffoli ma siamo altrettanto agguerriti!!! E poi il post scopiazzato dal commento di Antonio lo dovevo fare… l’ho fatto per tutti! Perchè per lui no!? 😀

In direttissima dalla Turchia!

Sarà anche stata un’impresa trovare un computer disponibile… ma eccomi qua! In direttissima dalla Turchia terra d’origine del premio nobel per la letteratura 2006 Orhan Pamuk! E quelli che non mi conoscono penseranno: “Ma questa qua non lavora mai? Come si mantiene? Si mangia la pensione del pardre come i tanti “bamboccioni”? Allora è colpa di quelli come lei se ci hanno chiamato “bamboccioni”? Ma cos’è un “bamboccione”, forse un parente del “Ciccio-Bello”? EtcEtc

Quelli di voi che mi conoscono (anche se maledetti non commentate mai! Che cavolo di amici ho!) sanno che nell’arco di uno dei miei tanti-ma tanti-ma tanti- lavoretti precari… io viaggio molto… per la serie “Magari non ti paghiamo ma almeno ti paghiamo il biglietto aereo”! E poi diciamoci la verità… sono sempre stata un po’ vagabonda!

Comunque oggi, fino a dopodomani… quando dovrò tornare per fare le mie porche ore come insegnante ai Salesiani… tappa Turchia! Istanbul tanto per essere precisi perchè in due giorni scarsi non è che io possa muovermi un granchè!

Ad ogni modo sfatiamo qualche mito… i turchi non fumano come turchi, men che meno sono il flagello dei popoli (neanche i tartari… forse il tartaro è il flagello dei denti e la tartarre è il flagello di ogni dieta, ma tartari e turchi sono alquanto pacifici), i tulipani non sono dorati come nei film, e poi la moschea blu non è tutta blu.

Il guaio è la cucina… visto che non mangerei mai un povero montone o un povero agnello… ma le verdure e i dolci sono abbastanza buoni… anche quelli per strada… o almeno così dicono anche perchè io per strada non ho mangiato, ma non per qualcosa è che ho difficoltà a mangiare in strada persino il gelato! 

Comunque vi consiglio di andare ad Istanbul è sicuramente da vedere!

Ciao si dice "Selam" non "Salam"!

A proposito… “Ciao” si dice “Selam” non “Salam”!

Quella buonissima torta à Paris!

Me la ricordo ancora quella torta! Cioccolattosa e buona… così buona da non fregarmene niente se poi fossi diventata tutta ciccia e brufoli come nella famosa pubblicità di un’altrettanto famosa merendina! Il ristorante? Era una brasserie, chiamata “St. Augustin”. All’epoca avevo 16 anni e in una città dove mettono sottaceti un po’ ovunque… nel panino e nella pasta (direte… idiota ti mangi la pasta a Parigi?! Avevo 16 anni e non pappavo da un giorno sano! L’errore non l’ho fatto più!) Dicevo, in una città del genere, quella torta fu una delizia! Tanto che ci tornai in quel ristorantino due anni dopo, e lei era lì ad aspettarmi! Due anni dopo ancora lì. Questa volta ero in “dolce compagnia” (sia ben chiaro che non parlo della torta) e anche lui trovò quella torta stupenda. La mia compagnia dovette trovarla un po’ meno stupenda… visto che dopo un mese mi mollò senza dirmi niente!

Passano gli anni. Ho imparato  dai miei errori di non mangiare mai pasta all’estero. Ho imparato a scegliere dai menù più bislacchi le cose più commestibili. Ho imparato a non fidarmi di uno che potrebbe mollarti neanche un mese dopo. Ho imparato tanto, ma non ho dimenticato. E così sono tornata, come un assassino sul luogo del delitto in quel “ristorantino”… ma la torta non c’era più! Eh già… a quanto pare quello che non avevo imparato era che i menù prima o poi cambiano, perchè cambiano i cuochi, i proprietari, i clienti! I cuochi diventano più chic, i proprietari allergici alla cioccolata, i clienti… quelli a quanto pare non cambiano, invecchiano ma cercano ancora quella deliziosa torta! E si incavolano come un riccio a primavera se non la trovano!

Anche perchè per noi Paris deve essere sempre la stessa, con in battelluccio mouche sulla Senna, con la musica che inizia appena parte: “à Paris… là ou…. à Paris“… il rivenditore di Baguette vicino al Louvre, la Gioconda al Louvre (possibilmente senza templari uccisi che l’uomo vitruviano), i ragazzi in basco… eh no! Perchè io un ragazzo in basco non l’ho mai visto! A parte Che Guevara nelle serigrafie varie… ma non credo che conti… Quello che conta è che Parigi è sempre Paris… però se qualcuno di voi trova la ricetta del pavé au chocolat mi faccia un fischio!